Zhang Zhongjing: l’Ippocrate cinese

Zhang Zhongjing

Zhang Zhongjing, detto anche Zhang Ji, è nato nel 150 d.C. a Nieyang, distretto di Nanyang, provincia dello Henan e fu uno dei più eminenti medici della storia della Cina, tanto da essere venerato come l’Ippocrate della Cina.

Della sua vita non si sa molto, sicuramente visse nello Changsha, capoluogo dell'Hunan, in un periodo in cui le epidemie e le febbri avevano decimato la popolazione di tutto il paese.

In quel tempo, inoltre, il popolo era crudelmente sfruttato e oppresso dai signori della guerra che facevano regnare il terrore.

Le persecuzioni, le guerre ininterrotte, le calamità naturali e le malattie epidemiche lasciarono il popolo in una profonda povertà. Tutti i nuclei familiari furono decimati e famiglie e clan interi addirittura si estinsero. Si narra che in dieci anni il clan di Zhang Zhongjing, che inizialmente contava duecento persone, si ridusse ad un terzo in quanto tutti gli altri, compresi molti suoi familiari stretti, morirono a causa delle pessime condizioni di vita e delle numerose epidemie. Questi lutti e questa situazione sociale lo colpirono profondamente e lo convinsero a consacrare la propria vita allo studio della medicina.

Sin dalla più tenera età, Zhang Zhongjing si appassionò ai trattati di medicina, studiando agli inizi a fianco di Zhang Bozu, un altro grande esponente della Medicina Tradizionale che proveniva dalla sua stessa regione.

Il suo impegno, il suo talento e le sue capacità gli permisero ben presto di progredire rapidamente sul piano della diagnostica, della pratica, della conoscenza delle erbe medicinali e della loro prescrizione, permettendogli ben presto di superare il proprio maestro.

Zhang era noto non solo per le sue competenze mediche, ma anche per la sua umanità e per il suo elevato livello morale ed etico. Trattò con passione e competenza le malattie di chiunque, a prescindere dalla sua condizione economica e dal suo stato sociale, guarendo molte persone e salvando numerose vite.

Grazie ai suoi meriti, egli arrivò ad essere eletto governatore della contea di Changsha, ma per continuare a curare la gente comune, aggirò i rigidi divieti imperiali a cui erano soggetti i funzionari governativi, che, essendo personaggi di un certo rango, non erano autorizzati a visitare le case della gente comune, per aiutarli a guarire. Zhang decise quindi di aprire la sala del governatore due volte al mese, il primo e il quindicesimo giorno, in modo da permettere alle persone malate di accedere ai suoi trattamenti.

Durante la sua carriera e la frequentazione degli ambienti medici, si accorse che molti medici trascuravano troppo spesso lo studio della patologia. Per determinare la natura del male, essi eseguivano la diagnosi applicando ciecamente i metodi dei loro predecessori e prescrivevano la cura in modo spesso troppo leggero e superficiale.

Zhang Zhongjing trovava questo atteggiamento inaccettabile, disdicevole e profondamente irresponsabile.

Egli al contrario dedicava tutta la sua attenzione a seguire i pazienti e allo studio critico delle teorie degli antichi. Per giungere alla sua diagnosi, esaminava dapprima l'aspetto, ascoltava la tosse, sentiva i polsi e interrogava il malato sui suoi sintomi. Poi analizzava l'insieme dei sintomi basandosi sulle sue conoscenze cliniche e patologiche.

Attraverso l’applicazione costante di tale metodologia egli studiò ed osservò i segni fisici, i sintomi, il corso della malattia, sperimentò le sue conclusioni nella pratica clinica e pazientemente annotò gli effetti di ogni medicamento che prescriveva, diventando ben presto famoso per l'infallibilità delle sue diagnosi.

Zhang Zhongjing 1

A causa delle sue capacità, la tradizione medica riferisce che si riteneva che Zhang avesse dei poteri soprannaturali (come Bian Que) come la diagnosi visiva. Un aneddoto riguardante la vita di Zhang Zhongjing racconta che, quando il medico abitava nel distretto di Xiuwu, fece la conoscenza di Wang Can, un letterato dell’età di circa vent'anni. Il medico fu colpito dal suo aspetto che non era dei migliori e gli disse: «Tu sei malato, devi reagire senza perdere tempo. Secondo me devi prendere un “decotto delle cinque materie minerali”. È possibile che tu guarisca rapidamente, altrimenti le tue sopracciglia e i tuoi capelli cadranno all'età di 40 anni; sarà allora difficile curarti e la tua vita sarà in pericolo».

Il giovane letterato credette che Zhang Zhongjing stesse solo cercando di far mostra della sua arte e decise di ignorarne i consigli. Qualche tempo dopo, quando Zhang Zhongjing lo incontrò nuovamente e gli chiese se avesse preso il suo decotto, Wang Can gli rispose affermativamente mentendo e perdendo la pazienza.

Zhang Zhongjing rispose: «Non ti credo. Perché nascondere la tua malattia, perché trascurare la tua salute?».

Ma Wang Can non gli rispose e si ostinò a non seguire i suoi consigli. Quando il letterato raggiunse i quarant’anni le sue sopracciglia cominciarono a cadere e nel giro di sei mesi morì colpito dalla lebbra, una malattia infettiva caratterizzata da un lunghissimo periodo di incubazione e dalla difficoltà di diagnosi e guarigione.

Dopo decine di anni di lavoro e di annotazioni nel 205 d.C., Zhang Zhongjing decise di scrivere il capolavoro della medicina “Shanghan Zabing Lun” (letteralmente “Trattato sulle malattie del freddo e sulle malattie varie”), dove incluse i risultati di decenni di raccolta di suoi casi clinici, divenendo il primo autore ad offrire uno studio completo sulla patologia, la diagnosi, l’eziologia ed il trattamento clinico delle malattie.

In questo capolavoro, infatti, il medico studiando ed approfondendo la diagnosi e la terapia delle malattie dovute al freddo patogeno e facendo tesoro della sua esperienza clinica, illustra come scoprì un nuovo metodo di diagnosi attraverso l'esame dei "sei meridiani" e degli "organi e visceri". Al termine del suo lavoro egli arrivò quindi ad elaborare sistematicamente le cause, le patologie e i principi e i metodi di trattamento delle malattie epidemiche e molte altre malattie gettando una solida base teorica per lo sviluppo futuro della medicina clinica.

Zhang Zhongjing 2

Zhang Zhongjing fu il primo medico nella storia della Medicina Tradizionale Cinese ad affermare che per effettuare con precisione la diagnosi di una malattia occorre verificare se essa dipende dallo Yin o dallo Yang, se è superficiale o profonda, fredda o calda, e se è dovuta a una deficienza o a un eccesso di Qi (energia).

L’impostazione e l’indicazione teorica fondamentale che emerge dalla sua opera è quella che è sempre necessario adattare la cura alle condizioni specifiche del paziente, considerando sempre sia le sue condizioni psico-fisiche sia i suoi sintomi, senza andare a ricercare l'origine dei mali nel destino del paziente o “nel gioco dei cattivi spiriti”.

Una volta individuata la diagnosi, Zhang Zhongjing propone quattro metodi di cura da scegliere con accuratezza a seconda del paziente. I medicinali avrebbero dovuto servire essenzialmente a neutralizzare le tossine dell’organismo, mentre si sarebbe poi dovuti ricorrere alle difese naturali dell'organismo, cercando di provocare la sudorazione per eliminare i fattori patogeni, il vomito, per rigettare gli elementi nocivi, la diarrea, per purgare lo stomaco e gli intestini. Secondo il grande medico cinese questi metodi non devono essere utilizzati a caso. Ad esempio se la sudorazione viene prescritta a sproposito si rischia di far morire il paziente di spossatezza; per contro, se chi ha bisogno di sudare non suda, può morire a causa dalla chiusura dei suoi pori.

Nell’opera di Zhang Zhongjing, inoltre, per la prima volta viene consigliato e sistematizzato l’impiego delle ginnastiche mediche per trattare le malattie. In esso, infatti, si legge ad esempio: «Appena gli arti diventano pesanti e rigidi, ricorrete a trattamenti come il Dao Yin (respirazione ed inspirazione), l’agopuntura e il massaggio attraverso lo sfregamento con un unguento, in modo da non permettere ai nove orifizi di chiudersi».

Quest’opera monumentale inizialmente contava ben 16 tomi, ma nel corso del tempo alcuni di questi sono andati sfortunatamente perduti. Inoltre essa venne successivamente raccolta e riorganizzata dai medici che seguirono.  Wang Shuhe, della dinastia Jin ed altri medici di corte durante la dinastia Song la divisero infatti in due libri.

Il primo libro si chiamava “Shang Han Lun” (“Sui danni del freddo”) e trattava essenzialmente la cura delle malattie epidemiche infettive, che erano la causa principale delle febbri e che affliggevano la popolazione durante la sua epoca. Questo primo volume era composto di 10 tomi, 22 capitoli, 397 diagnosi e 113 cure.

Il secondo libro in cui fu divisa l’opera originale fu chiamato “Jinkui Yaolue” ("Prescrizioni essenziali della Camera d’Oro") ed era sostanzialmente un enorme ricettario composto da 6 volumi e 25 capitoli consacrati all'eziologia, alla classificazione, alla diagnosi, alla prevenzione, alla chirurgia, alla ginecologia ed ostetricia, alla pediatria ed al primo soccorso. In esso erano proposti 139 metodi per diagnosticare circa quaranta tra le malattie più diffuse, come ad esempio trattare gli itteri, la dissenteria, l'antrace polmonare.  I 262 tipi di cura che vi si trovano sono ancora oggi studiati nelle Università cinesi ed utilizzati negli ospedali.

Zhang Zhongjing inoltre completò il capitolo del "Neijing" (Classico della Medicina Interna) che trattava le malattie dovute al freddo patogeno, integrandolo con le sue osservazione ed esperienze cliniche.

Zhang Zhongjing 3

In tutte le sue opere, grazie alla corretta impostazione metodologica di cui abbiamo parlato, Zhang Zhongjing riuscì finalmente a spiegare e a risolvere in maniera scientifica e sistematica numerose situazioni che fino ad allora non avevano soluzione. Ad esempio, un tempo si credeva che le donne afflitte da isteria - caratterizzata da una forte emotività e da sbalzi d'umore - avessero "il diavolo in corpo": nel suo trattato di "Patologia femminile" il medico indica invece che queste turbe hanno delle cause fisiologiche e possono essere guarite dall'agopuntura e dalla terapia.

Inoltre, Zhang fu il primo a raccomandare trattamenti con bagni freschi per la terapia della febbre, una pratica utilizzata in occidente soltanto a partire dal diciannovesimo secolo.

Ancora oggi la scienza moderna approva e conferma l’efficacia della maggior parte delle prescrizioni riportate nei libri di Zhang Zhongjing, per questo motivo egli è spesso indicato come l’Ippocrate cinese.

 Zhang Zhongjing morì nel 219 d.C. e la sua tomba si trova ad est della città di Nanyang, nella provincia di Henan.

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