Le dipendenze e la Medicina Tradizionale Cinese

Scritto da Enrico Sassi

dipendenza

Con il termine “dipendenza” si intende una alterazione del comportamento di una persona che, da semplice e comune abitudine, diventa una ricerca esagerata, spasmodica e patologica del piacere e della propria gratificazione attraverso mezzi, sostanze e comportamenti che sfociano nella condizione patologica.

Attraverso tale comportamento chi ne soffre perde ogni possibilità di controllo sull'abitudine, il suo dolore psico-emotivo non trova sollievo e rimedio, e quindi la persona appaga le proprie mancanze ed allevia i propri dolori attraverso qualcosa di sostitutivo (l'oggetto della dipendenza), che gli procura un piacere compensativo.

Dipendenze “antiche” e dipendenze “recenti”

La dipendenza è vecchia quanto la storia dell’umanità ed è entrata a vario titolo nel corso dei secoli nei miti, nei trattati ed addirittura nei testi sacri, basti pensare ai mangiatori di loto dell’Odissea oppure alla Divina Commedia (Inferno, Canto VI), dove Cerbero ed i golosi sono il simbolo dell'ingordigia: uno dei peccati che più induce l’uomo a distruggere la sua dignità, lo rende passivo e lo costringe a trasformarsi in un avaro egoista interessato solo a possedere ciò che appaga i piaceri del suo ventre.

Il vorticoso cambiamento socioculturale degli ultimi decenni ha impresso al fenomeno un’accelerazione sostanziale attribuendo al problema nuove forme. Le dipendenze patologiche, infatti, sono un fenomeno complesso che è in stretta relazione con le scelte e le responsabilità individuali delle persone e con tutta una serie di fattori di ordine sanitario, culturale, sociale, educativo e legale.

Negli ultimi tempi inoltre stiamo assistendo anche ad una continua diversificazione delle persone che soffrono di dipendenze patologiche, che sarebbe sbagliato identificare esclusivamente con i più giovani.

A titolo puramente esemplificativo di solito si usa suddividere le dipendenze nelle seguenti due grosse categorie:

 

Dipendenze da fattori fisici

  • Droga, stupefacenti ed Oppiacei
  • Alcoolismo
  • Tabagismo
  • Dipendenza da farmaci
  • Dipendenza dal cibo, disturbi dell’alimentazione e bulimia

fattori_fisici

 

Dipendenze comportamentali

  • Shopping addiction
  • Work addiction (dipendenza da lavoro e da studio)
  • Sex addiction
  • Scommesse e gioco d’azzardo
  • Dipendenze relazionali ed affettive
  • Dipendenza dal gruppo
  • Dipendenza religiosa
  • Dipendenza dall’esercizio e dalla forma fisica
  • Dipendenza da Internet (Internet Addiction Disorders - IAD)
  • Dipendenza dalla tecnologia e dai cellulari
  • Dipendenza dalla televisione

comportamentali

Anche le dipendenze comportamentali quindi presentano grosse analogie con quelle legate a fattori fisici:

  • la compulsività, ovvero la sensazione di non riuscire a resistere all’impulso di attuare il comportamento;
  • il cosiddetto craving, cioè quella sensazione di tensione crescente che precede l’inizio del comportamento;
  • il piacere ed il sollievo che caratterizzano il momento in cui il comportamento viene messo in atto;
  • la percezione di perdita di controllo;
  • la persistenza del comportamento nonostante la sua associazione con conseguenze negative

Premesso che il trattamento e l’analisi dei vari tipi di dipendenza esulano dallo scopo del presente articolo, per capire l’impatto sulla nostra società dei problemi legati alle dipendenze, riflettiamo un momento su questa cosa: chi di noi nel corso della propria vita non si è mai scontrato almeno con uno di questi problemi che affliggevano se stesso, un proprio conoscente o un familiare?

 

Dipendenze e Medicina Tradizionale Cinese

Secondo i principi della Medicina Tradizionale Cinese, per affrontare un problema in generale, ed una dipendenza patologica in particolare, è necessario intervenire sulla sua causa primaria per poi agire sui meridiani e sugli organi che risultano responsabili dal punto di vista energetico-emotivo, cercando di ristabilirne l'equilibrio.

La Medicina Cinese identifica il quadro patologico che segue all’assunzione abusiva di una sostanza chimica  con la sindrome detta fuoco di Cuore (palpitazioni, sete, irrequietudine mentale, agitazione, insonnia, viso arrossato, presenza di ulcerazioni sulle mucose orali e la lingua, etc.),  mentre quello proprio della fase di comparsa dei sintomi di astinenza con la sindrome di ristagno dell’energia del Fegato; è proprio il bisogno di evitare questa seconda fase che porta chi è assuefatto ad una sostanza o ad una situazione ad aumentarne la dose. Generalmente chi soffre di dipendenza passa da una fase all’altra in una oscillazione senza fine, un’alternanza ciclica tra la sindrome di fuoco di Cuore e quella di ristagno dell’energia del Fegato, le cui caratteristiche ed intensità variano ovviamente in base alla situazione particolare.

Proviamo ora a fare un passo indietro per provare a capire cosa porti una persona a dipendere in modo tanto vincolante da qualcosa o da qualcuno. Nella visione della Medicina Tradizionale Cinese la causa di questo comportamento può essere ricercata nella presenza di una sorta di tappo o chiusura emotiva che impedisce al soggetto di esprimere i propri stati d’animo.

Questo disturbo è meglio conosciuto in medicina occidentale come alessitimia. Si definisce “alessitimia” (dal greco αλεξιΘνμι quindi α=mancanza, λε′ξις=parola, θυμο′ς = emozione) la difficoltà di riconoscere, identificare, descrivere e comunicare le emozioni e distinguere i propri vissuti emotivi; ciò ovviamente comporta anche una carenza di capacità di immaginazione, uno stile cognitivo orientato verso la realtà esterna e un adattamento sociale di tipo conformistico.

Un’alterazione dell’elaborazione emotiva, necessaria per rendere “pensabili le emozioni”, per razionalizzarle, e per fornire continuità al senso di sé, quindi può condurre gli individui a tentare di regolare la propria affettività attraverso diverse forme e modalità. In quest'ottica, l’uso di sostanze o di alcol, l’impulsività, i disturbi psicosomatici e le “abbuffate alimentari”, potrebbero essere visti come aspetti di uno stesso fenomeno: il tentativo disperato di regolare un’emotività non mentalizzata e quindi spesso dolorosa.

La dipendenza è dunque un tentativo di “sentire le emozioni” che non si possono e non si riescono altrimenti a provare. Nella Medicina Tradizionale Cinese esiste una stretta correlazione tra corpo e psiche per cui i disagi a carico di quest’ultima portano a squilibri energetici a carico dei vari organi funzionali, ognuno dei quali è fortemente connesso ad un aspetto emotivo specifico (polmoni-tristezza, rene-paura, fegato-rabbia, cuore-gioia/euforia, milza-rimuginazione).

Squilibri emotivi possono determinare quindi un pieno o un vuoto energetico a carico degli organi e quindi agire sui punti e sui meridiani può aiutare ad agevolare il fluire delle energie, sbloccando e sciogliendo i nodi che si sono creati, fino a liberare la persona dalla dipendenza.

Sia il fumo che l'alcol, così come altre sostanze, creano nel soggetto che li assume quello che in Medicina Tradizionale Cinese viene definito "flegma", un fattore patologico molto importante che è alla base di numerose condizioni patologiche e che provoca una sorta di avvelenamento dell’organismo colpendo il fegato, la milza ed i reni.

Va notato e ribadito comunque che secondo la Medicina Cinese ogni caso è un caso a sé e dunque ogni scelta non può comunque prescindere dalla persona, dalla sua tipologia energetica, dall’ambiente i cui vive, dalla sua situazione affettiva, familiare, lavorativa, dalla fase della vita che sta attraversando e da tutti quegli elementi che è possibile raccogliere ed analizzare solo tramite un'accurata anamnesi energetica del paziente.

 

La dipendenza, il senso di colpa ed il meridiano del Polmone

Il fattore che accomuna tutti i soggetti affetti da una dipendenza è un forte senso di colpa, verso se stessi o gli altri, per il proprio stile di vita. Per sciogliere questo nodo si rivela molto importante il trattamento di un meridiano, quello del Polmone. Quest’ultimo è un organo strettamente connesso al mondo esterno (attraverso il passaggio dell’aria da fuori a dentro) e quindi è la parte del corpo attraverso la quale si crea una sorta di raccordo tra microcosmo e macrocosmo.

polmoni

Il meridiano del Polmone diffonde l’aria verso il torace grazie al movimento di ascesa, sostenuto dalla Milza; uno degli obiettivi di questo movimento è quello di avere un contatto con il Cuore per stabilire la relazione detta Yi Guan, che permette al Rene di collegarsi al Cuore. Quindi Rene e Cuore comunicano attraverso il Polmone. Se dal Rene sale la paura, questa arriva al torace e non permette al Pericardio di liberarsi e di far uscire i contenuti inconsci che il cuore non può sopportare. Un’ulteriore via d’uscita dal Polmone è rappresentata dal Rene e dalla Vescica e quindi quando dal Rene sale la paura che blocca il Pericardio, il nostro corpo reagisce tendando di eliminare questi contenuti attraverso la verbalizzazione, il respiro e l'emissione di liquidi (lacrime, urine, sudore...).

Il Polmone inoltre rappresenta anche la capacità di perdonare: come non si può trattenere in eterno il respiro, così bisogna lasciare andare i nostri contenuti emotivi (quindi, viene sottolineata la fase espiratoria); lavorando sul meridiano del Polmone si va quindi a stimolare ed approfondire la capacità della persona di eliminare, di lasciare andare, di cogliere le opportunità della vita, di perdonare e soprattutto di perdonarsi ed è quindi naturale che all’interno di tale meridiano siano presenti dei punti che possono aiutare nella lotta alle dipendenze. Chi è afflitto da una dipendenza, infatti, spesso si rende conto di fare qualcosa di sbagliato, nei propri confronti e verso i propri familiari o gli amici. Abbandonare la vergogna per uno stile di vita non convenzionale o socialmente riprovevole aiuta nel processo di liberazione dalla dipendenza.

Va chiarito che per la riuscita della terapia un punto cruciale è rappresentato dalla volontà del paziente di uscire dalla dipendenza. Spesso però il soggetto a livello conscio o inconscio non è disponibile e collaborativo e quindi non risulta affatto facile realizzare un intervento contro la sua volontà. Per questo nella maggior parte dei casi sono controindicati gli strumenti propri della Medicina Cinese che richiedono la partecipazione attiva del soggetto (ad es. la dietetica, la farmacologia, le ginnastiche energetiche come il Qi Gong ed il Taiji).

In base a quanto detto appare quindi ovvio e naturale il fatto che la maggior parte delle azioni che la Medicina Cinese mette in campo per affrontare il problema delle dipendenze siano orientate in prima battuta a "guarire" lo Shen (che in maniera grossolana rappresenta lo spirito della persona). Se si vuole cambiare il modo di vedere la vita e agire in modo proficuo sulla propria salute, si deve intervenire principalmente sul lato spirituale. Modificando la mente si cambia anche la propria esperienza, anche quella legata alla dipendenza e al circolo vizioso che ne deriva.

Per aiutare chi soffre di questo tipo di problema è fondamentale utilizzare l’empatia ed una sorta di “alleanza energetica” tra paziente ed operatore, il quale quindi non deve concentrarsi tanto sul fatto di giudicare buono o cattivo un determinato comportamento, quanto piuttosto cercare di capire quando e quanto le azioni, le abitudini, gli atteggiamenti della persona che ha di fronte possano diventare patologici (ovvero portatori di sofferenza per l’individuo stesso o per altre persone), trovando insieme a lui il rimedio più indicato per aiutarlo.

Come spesso accade il trattamento della dipendenza attraverso la Medicina Cinese segue comunque una doppia strada parallela: da una parte, come detto, si agisce sull'aspetto emotivo, dall’altra contemporaneamente si cerca di intervenire sul sintomo e sugli effetti dell'astinenza per cercare di renderla più sopportabile per chi la soffre. Se quindi l'effetto duraturo si ottiene cercando di risolvere il nodo, la radice alla base della dipendenza, nello stesso tempo è necessario fornire al paziente un aiuto concreto e immediato per affrontare con più facilità la "disintossicazione".

Come detto, la strategia terapeutica varia da caso a caso ed in base alla situazione individuata, alcuni meridiani si rivelano più utili di altri. 

 

Agopuntura, auricoloterapia e dipendenze

L’agopuntura ha un'azione particolarmente intensa sulle dipendenze e riesce ad agisce sulle cause più profonde; una possibile difficoltà è rappresentata però dai tempi lunghi del trattamento, che richiede parecchie sedute.

Un’altra tecnica particolarmente efficace nel trattamento delle dipendenze è l’auricoloterapia.

Queste due tecniche possono essere utilizzate contemporaneamente ottenendo buoni risultati soprattutto laddove domina la componente ansiogena; l’azione combinata dei due trattamenti, infatti, riduce notevolmente la reazione ansiosa del soggetto nella fase di disassuefazione ed attenua notevolmente alcune reazioni secondarie.

L’auricoloterapia, rispetto all’agopuntura, ha un'azione meno intensa e di tipo riflessologico, ma i tempi sono più brevi; questo facilita la risposta positiva del soggetto, per questo motivo può essere considerato il trattamento più indicato per le dipendenze ed in particolare può aiutare la terapia nelle crisi di astinenza.

 

National Acupunture Detoxification Association (NADA)

Fondata nel 1980 al Lincoln Hospital nel Bronx, questa associazione ha diffuso l'uso dell'agopuntura e dell’auricoloterapia per il trattamento delle dipendenze negli Stati Uniti, in quasi tutti i Paesi europei, Russia, Medio Oriente, Australia, Sud America, Caraibi, Messico e nel Sud e Sud-Est Asiatico.

L'uso del protocollo di Agopuntura denominato “NADA” viene applicato in oltre duemila programmi di recupero negli Stati Uniti e in più di 40 Paesi con un’incidenza positiva notevole rispetto alle probabilità di successo attese. Tale metodologia può essere appresa da operatori sanitari senza una formazione estesa in diagnosi e trattamento di agopuntura.

Il protocollo NADA per il trattamento della dipendenza tratta pazienti seduti in gruppo con l'agopuntura auricolare (auricoloterapia) e cerca di mettere in movimento le esistenti risorse interne del paziente. Ogni paziente riceve lo stesso trattamento, per cercare di trasmettere ai pazienti la consapevolezza che sono in grado di stare bene anche senza un aiuto esterno.

L’obiettivo generale di questo trattamento è quello di migliorare il bilanciamento che calma e sostiene il sistema nervoso, il cuore, il fegato, i reni e i polmoni.

I cinque punti stimolati in ogni orecchio ed il loro effetto energetico sono i seguenti:

  • Punto Shenmen (Porta dello spirito): calma la mente. Tratta ansia, agitazione, insonnia, tensione, depressione e riduce il bisogno di qualsiasi tipo di sostanza. Può far scendere la febbre, riduce le tossine, l’infiammazione e la pressione arteriosa.
  • Punto Simpatico: porta equilibrio alle funzioni del sistema simpatico. Migliora la circolazione del sangue. Regola la frequenza cardiaca. Aiuta a diminuire il dolore e soprattutto la contrattura muscolare, favorendo il rilassamento generale.
  • Punto Reni: è utilizzato per favorire la disintossicazione attraverso l'urina, calmare la paura e guarire gli organi interni, rinforzando il corpo e la volontà nel caso in cui sostanze o stili di vita possano aver impoverito o esaurito la persona. Agisce quindi sia sulle funzioni del sistema renale conosciute dalla medicina occidentale (disintossicazione dei fluidi, filtrazione dei liquidi ecc.), che nella sua concezione cinese, andando a mediare l’attività del simpatico e del parasimpatico.
  • Punto Fegato: favorisce tutte le funzioni metaboliche del Fegato. Promuove la funzione di disintossicazione dell’organismo e regola i disordini del sangue permettendone la depurazione. Favorisce la regolazione del sistema ormonale, seda frustrazione, irritabilità e aggressività.
  • Punto Polmoni: il polmone è l’organo più importante nella disintossicazione nel breve termine, perché regola l’equilibrio CO/02 attraverso la respirazione e la pelle, favorendo l’ossigenazione e l’eliminazione delle tossine tramite l’intestino e il sudore, aiutando i pazienti a respirare più facilmente ed a metabolizzare i lutti.

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Punti e meridiani utili nel trattamento delle dipendenze

Come detto in precedenza alcuni punti presenti sul meridiano del Polmone sono molto utili nel trattamento delle dipendenze: 

  • LU11 (Shao Shang - Giovane Mercante) è in relazione con gli orifizi (l'interno che si apre verso l'esterno) e con il processo di consapevolezza. Questo punto rivitalizza quindi l'esistenza e può essere usato in persone che non vivono ma si lasciano vivere, senza saper apprezzare nulla, quelli che galleggiano nel mare della vita, senza accennare nemmeno una bracciata per cercare di nuotare in una qualche direzione
  • LU10 (Yu Ji - Pancia del pesce) viene usato in casi di depressione, per combattere la tristezza e la paura di rimanere soli, nei casi in cui si è perso il senso della vita (quindi per aiutare la persona a mettere a fuoco lo scopo della propria vita) e anche per trattare il senso di colpa. Si può utilizzare anche nelle sindromi bipolari (sempre per trattare il calore che si genera in questi casi). È un punto molto trattato nei fumatori per contrastare il calore tossico.
  • LU9(Tai Yuan - Grande Afflusso) punto ruscello del meridiano del Polmone, punto Yuan e punto riunione che agisce e regola i vasi. Si usa nella depressione.
  • LU8 (Jing Qu – La Grondaia del Meridiano) aiuta a trovare una direzione nella vita. Diffonde il Qi (energia vitale) nel corpo e aiuta ad abbandonare il giudizio sugli altri e su se stessi e quindi liberarsi dal senso di colpa derivante dalla auto condanna verso se stessi
  • LU7 (Lie Que – Il Sentiero della Fessura): il termine “Que” racchiude l'immagine di un vaso con coperchio e manico (recipiente dove venivano conservate le bevande alcoliche). È un punto che tira fuori ciò che c'è di torbido nella costituzione, quindi, anche in questo caso, la chiave è quella di comprendere la propria natura fino in fondo e capire perché si sta al mondo; non stupisce, infatti, che sia anche il punto di apertura del Ren Mai.
  • LU6 (Kong Zui – La Fossa Profonda): “Kong” significa “vuoto” quindi questo punto è legato al fare spazio e viene utilizzato per persone che danneggiano loro stesse e non si sentono mai all'altezza della situazione. Per chi ha bassa autostima e si assume sempre la colpa di ogni cosa; quindi rappresenta un punto molto importante nel trattamento delle dipendenze, dove spesso si materializzano problemi di autostima e di autolesionismo
  • LU5 (Chi Ze – La Palude del Braccio): il senso di colpa è il risultato di un giudizio e l'insieme di questo processo crea una palude. Se ci facciamo condizionare dal giudizio ci impantaniamo nella palude e non possiamo più muoverci. Questo punto è indicato soprattutto per trattare il senso di colpa in persone che si vergognano del proprio stile di vita (alcol, fumo, disturbi alimentari etc).

Altri punti coinvolti sul meridiano dell’Intestino Crasso sono LI11 (Qu Chi – La Curva dello Stagno, che si trova sul gomito) e il LI4 (Hegu – La Riunione delle Valli, che si trova sulla mano): entrambi servono a eliminare il calore tossico in eccesso dal corpo.

Il punto Vescica Biliare GB8 (Shuai Gu – La Valle del Comando, situato sopra l’apice del padiglione auricolare) invece viene trattato per contrastare l'abitudine al gesto di fumare.

Altri punti importanti, oltre a quelli già nominati, sono presenti nei meridiani Luo e sono molto usati nel trattamento dei problemi emozionali, perché contengono Ying Qi e sono correlati al sangue (Xue) e quindi in rapporto diretto con lo Shen. Essi inoltre sono dei canali di “collegamento” che permettono ai meridiani principali di continuare a funzionare correttamente in seguito ai traumi, nonostante l'evento accaduto.

Il "Luo del Cuore" ha origine nel punto HT5 (Tong Li -  Comunicazione con l'interno) e corrisponde alla capacità di verbalizzare, la facoltà del bambino di far capire quello che vuole, di esprimersi. L'atto del comunicare può voler dire anche ricevere delle risposte ai pensieri ed alle sensazioni, poiché quando ci si esprime si ottiene comunque una reazione da parte di chi ci ascolta, che può essere positiva o negativa, ovvero si può ottenere un apprezzamento oppure una critica. Tramite questo punto si attiva la capacità di esprimersi con la parola, di dare un nome alle sensazioni che si hanno dentro. Quando questo Luo è in vuoto ci sarà incapacità di dare un nome alle sensazioni e alle esperienze, di dominarle ed è quindi usato quando c'è una difficoltà a verbalizzare le emozioni.

I meridiani "Luo di Vescica e Rene" hanno un percorso che si sovrappone e rappresentano il campanello d'allarme, indicano la necessità di rispondere alle sollecitazioni. In genere è proprio attraverso questi Luo che scatta il segnale che non bisogna più tollerare ma si deve agire. In condizioni di pieno causano mal di testa e congestione nasale (incapacità di assorbire la vita sociale), attacchi di panico, sensazione di essere sopraffatti, ed una sorta di “ritiro” dalla vita. Sono coinvolti anche nelle situazioni post-traumatiche in cui viene rivissuto il trauma originale. Le persone che hanno questi Luo in condizioni di vuoto, invece, saranno persone per le quali l'allarme non scatta mai, che non si rendono mai conto quando il carico diventa davvero eccessivo, sono stoici e riescono a sopportare molto bene il dolore (e il dolore è un modo per far scattare l'allarme). Sono persone che sembrano resistenti a tutto, insensibili alle difficoltà.  Tale mancanza di reattività è anche intellettuale ed emotiva, sono persone che sembrano incapaci di assimilare informazioni, persone che “guardano davanti a sé con occhi inespressivi”. Poiché queste persone non sanno dire basta e non sanno smettere è ovvio che tale tendenza possa sfociare anche in un comportamento ossessivo o in una dipendenza.

Se vuoi avere maggiori informazioni o vuoi venire a conoscerci di persona ed a sperimentare i benefici della Medicina Tradizionale Cinese consulta il calendario degli eventi che si svolgeranno presso l'Associazione "La Ghianda" a Roma, in Viale Appio Claudio  (vicino al Parco degli Acquedotti ed a Cinecittà,  tra la via Appia e la via Tuscolana, facilmente raggiungibile anche con la metropolitana Linea A, fermate Subaugusta o Giulio Agricola) oppure chiamaci (o scrivici su Whatsapp) al numero 334-67.55.488 (Enrico)

 

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