Nella visione della Medicina Tradizionale Cinese, l’Intestino Crasso non è soltanto un organo della digestione, è un gesto istintivo, un movimento, una scelta. È il luogo in cui il corpo decide cosa trattenere e cosa lasciare andare.

Dopo che lo Stomaco ha accolto e la Milza ha trasformato, l’Intestino Crasso riceve ciò che resta, separa l’utile dall’inutile e accompagna verso l’esterno ciò che non serve più.
Un atto semplice, apparentemente meccanico, che in realtà racchiude una delle più profonde verità dell’esistenza. Perché vivere è anche e soprattutto saper eliminare.

L’Intestino Crasso appartiene all’elemento Metallo, in coppia con i Polmoni. Se il Polmone inspira la vita, l’Intestino Crasso espira ciò che è finito. Sono due movimenti dello stesso respiro.

Il Metallo è l’autunno, cioè quella stagione in cui la natura lascia cadere le foglie senza resistenza, per prepararsi ad una nuova trasformazione. Così anche il corpo. Così anche la mente. Quando il Metallo è in equilibrio, dentro di noi nasce la qualità preziosa di distaccarsi senza soffrire, di riconoscere ciò che ha concluso il suo ciclo.

Dal punto di vista energetico, l’Intestino Crasso ha il compito di ricevere i residui del processo digestivo, riassorbire ciò che è ancora utile, eliminare ciò che è superfluo. Queste funzioni non sono solo fisiche, ma sono anche e soprattutto simboliche.

Secondo la MTC, questo viscere rappresenta la nostra capacità di lasciar andare a livello emotivo e di trasformare ciò che è stato in qualcosa di nuovo. Quando questo processo è armonico, la vita scorre. Quando si blocca, qualcosa si trattiene. E ciò che tratteniamo prima o poi si trasforma in peso.

Il meridiano dell’Intestino Crasso (Shou Yangming) scorre lungo il braccio fino al volto, come un fiume che porta fuori dal nostro corpo ciò che non serve. Inizia dall’indice e risale verso il viso, attraversando spalle, collo e guancia. Non è un caso. Questo percorso collega infatti in questo modo l’azione (la mano), l’identità (il volto), l’espressione (la bocca, il naso), come se simbolicamente ci volesse dire che ciò che non lasciamo andare dentro si riflette fuori.

Quando l’Intestino Crasso è in equilibrio si manifestano regolarità intestinale, chiarezza mentale, capacità di decidere, senso di leggerezza, equilibrio tra trattenere e lasciare. Una persona con queste caratteristiche è una persona che sa chiudere un ciclo senza restarne prigioniera, che non accumula, che non si aggrappa. Quando l’energia dell'Intestino Crasso si blocca il nostro corpo e la psiche ci parlano in modo forte. Sul piano fisico si verificano stipsi (difficoltà a lasciare andare), diarrea (incapacità di trattenere), gonfiore (accumulo non trasformato); sul piano emotivo, invece, si verificano attaccamento al passato, rigidità mentale, difficoltà nel cambiamento, tristezza trattenuta.

In Medicina Cinese, ogni sintomo racconta una storia e l’Intestino Crasso ci presenta sempre la stessa domanda: “Cosa non riusciamo a lasciare?”.

Il Metallo è associato alla tristezza, che non è una tristezza distruttiva, ma piuttosto quella che accompagna ogni trasformazione. Lasciare andare significa anche salutare il vecchio e ogni saluto porta con sé una lieve malinconia. Se questa emozione scorre, diventa profondità, se viceversa si blocca, diventa peso.

Riequilibrare l’Intestino Crasso quindi non significa solo “curare l’intestino” da un punto di vista pratico, significa imparare un gesto interiore.

Alcune direzioni energetiche fondamentali sono sicuramente: favorire il movimento del Qi, sostenere il Polmone (il respiro guida il rilascio), liberare il calore e le stagnazioni, nutrire i liquidi, per facilitare il fluire. Anche piccoli gesti quotidiani possono diventare delle semplici pratiche energetiche: respirare profondamente, lasciare spazio (nel corpo e nella vita), semplificare, chiudere ciò che è aperto.

L’Intestino Crasso quindi ci insegna qualcosa che spesso dimentichiamo, ovvero che non tutto va trattenuto. Non tutte le esperienze vanno conservate. Non tutte le emozioni vanno accumulate. Alcune cose esistono solo per nutrirci, attraversarci e poi andarsene e lasciarci.

C’è quindi una saggezza profonda in questo viscere, che non costruisce, non accumula, non trattiene, ma libera. E in questo gesto, apparentemente semplice,
custodisce uno dei segreti più profondi della salute che è quello di creare lo spazio. Perché solo chi sa lasciare andare può davvero accogliere il nuovo.

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