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Nella Medicina Tradizionale Cinese, la cottura è anch'essa un atto energetico, che rappresenta il passaggio tra il potenziale e il nutrimento, tra la materia e l’energia. Il cibo crudo è possibilità, il cibo cotto è relazione.
In MTC il fuoco, oltre ad essere calore, è quell'energia alla base delle trasformazioni consapevoli.
Secondo questa visione, quando cuciniamo modifichiamo la natura degli alimenti, rendiamo il cibo più digeribile, lo avviciniamo in qualche modo al nostro corpo. Il fuoco diventa quindi un vero e proprio ponte tra ciò che viene dalla terra e ciò che diventa parte di noi.
La digestione, nella visione energetica della Medicina Cinese, è un processo delicato. Il corpo non ama lavorare troppo. Quando introduciamo cibi freddi, crudi, difficili da trasformare, stiamo chiedendo al nostro organismo uno sforzo eccessivo. Questo sforzo consuma energia. La cottura degli alimenti in questo senso ci aiuta a "pre-digerire", scaldare, facilitare le trasformazioni. È un po' come se stessimo aiutando il nostro corpo, prima ancora che inizi il suo lavoro.
Al centro di tutto questo lavoro c’è la Milza. È lei infatti che trasforma il cibo in Qi, distribuisce energia, sostiene il corpo. La Milza ama il caldo, la semplicità, la continuità. Troppo crudo la indebolisce, troppo freddo la spegne. La cottura è quindi un modo per proteggere il fuoco interno.
Ogni metodo di cottura ha una sua qualità energetica specifica, non tutti i metodi sono equivalenti. Proviamo a vederli uno ad uno.
Bollitura (Shui Zhu): la trasformazione lenta
È una cottura che ammorbidisce, idrata, nutre profondamente. Le zuppe e i brodi sono il cuore della dietetica cinese. Gli effetti energetici di questo tipo di cottura sono quelli di tonificare, riscaldare dolcemente, sostenere la digestione. E' ideale per situazioni di debolezza, convalescenza, stanchezza. In questo senso una zuppa è ben più di un piatto, è quasi un abbraccio.
Cottura al vapore (Zheng): la leggerezza che preserva
Il vapore cuoce senza appesantire. I suoi effetti sono quelli di mantenere la purezza degli alimenti, non alterare troppo la natura, facilitare la digestione. È una cottura delicata, equilibrata, armonizzante, perfetta quando serve nutrire senza sovraccaricare.
Saltato nel wok (Chao): il movimento del Qi
Il wok è energia in movimento. Fiamma viva, tempi brevi, gesti rapidi. Da un punto di vista energetico questa cottura attiva, muove il Qi, rende il cibo dinamico. È una cottura Yang, veloce, stimolante, che è perfetta per situazioni in cui si verifica stagnazione, pesantezza, lentezza. Il wok è una vera e propria danza.
Stufatura (Dun): la profondità del nutrimento
Si tratta di una cottura lunga, lenta, avvolgente, i cui effetti sono quelli di riscaldare profondamente, tonificare, nutrire il sangue. Questa cottura è ideale nei periodi freddi, per chi è stanco, per chi ha bisogno di radicarsi. È una cottura che insegna la pazienza.
Griglia e arrosto (Kao): il calore diretto
In questo caso il fuoco è intenso e gli effetti energetici sono quelli di riscaldare fortemente, asciugare, concentrare. Occorre porre l'attenzione sul fatto che questo tipo di cottura può creare calore interno, può seccare. Va quindi usata con equilibrio e moderazione.
Crudo: il non trasformato
Il crudo conserva l’essenza originaria (il Jing degli alimenti). Mangiare cibi crudi raffredda, genera liquidi, rallenta. Questi effetti energetici possono essere utili in estate, in presenza di calore. Se ne abusiamo, però, il risultato è quello di indebolire la Milza, creare umidità, rallentare il metabolismo energetico. Il crudo è natura pura, ma non sempre è ciò di cui il corpo ha bisogno.
Ogni stagione suggerisce un tipo di cottura particolarmente indicato rispetto alle energie di quel periodo dell'anno:
- Inverno: cotture lunghe, calde, profonde
- Estate: cotture leggere, veloci
- Primavera: cotture dinamiche
- Autunno: cotture umidificanti e morbide
Come sempre accade in Medicina Cinese, anche nel cucinare è importante ascoltare il tempo, la natura e le sue energie.
In generale, comunque, occorre sempre tenere presente che non esiste una regola universale, dipende da noi e dalla consapevolezza che abbiamo. Se siamo freddi abbiamo bisogno di calore, se siamo stanchi abbiamo bisogno di cotture nutrienti, se siamo agitati abbiamo bisogno di cotture leggere. Solo in questo modo la cucina, e in particolare le cotture che utilizziamo, diventano terapia.
In questo senso, trattandosi di energie, è anche molto importante considerare lo stato d'animo con cui cuciniamo: cucinare di fretta crea tensione, cucinare con presenza crea armonia, cucinare con cura nutre. In MTC, l’energia del cuoco, la sua intenzione, il suo stato d'animo entrano nell'energia del cibo in modo forte.
Un altro aspetto da considerare in cucina è quello di considerare tutti i gesti e le procedure come una sorta di meditazione. Tagliare, mescolare, attendere, sono tutti gesti semplici, ma che possono diventare profondi. La cucina è un luogo di trasformazione anche interiore. Non solo del cibo, ma anche di noi.
Tutto questo vale a maggior ragione se pensiamo che viviamo quasi tutti in un mondo veloce, freddo, conveniente. Il nostro corpo in realtà chiederebbe altro: tempo, calore, presenza. La cucina in questo senso è quindi un po' un ritorno alla lentezza, alla cura, alla relazione.
Ogni pentola che bolle, ogni vapore che sale, ogni cucchiaio che mescola contribuisce a creare un dialogo tra noi e la vita e forse, mentre cuciniamo, stiamo già guarendo qualcosa dentro di noi.
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Nella visione della Medicina Tradizionale Cinese (MTC), tipologia energetica e costituzione sono concetti collegati, ma che sottendono una sfumatura diversa. Molto spesso vengono confusi perché entrambi parlano di “chi siamo energeticamente”, ma in realtà osservano due livelli diversi della persona.
La costituzione rappresenta il terreno originario, il “materiale di base” con cui nasciamo, in sostanza è il nostro patrimonio energetico profondo, legato al Jing prenatale (essenza ereditaria), alle caratteristiche dei nostri genitori, alla gravidanza e alla nascita, alle predisposizioni fisiche ed emotive, alle sensibilità innate. Si tratta di qualcosa di molto stabile.
In MTC la costituzione è spesso collegata soprattutto ai Reni, al Jing, alla forza o debolezza di determinati organi, alle predisposizioni verso certe patologie o emozioni. Ad esempio una persona può avere una costituzione debole di Rene, oppure una costituzione con molto “Calore”, oppure una forte predisposizione all’Umidità o alla stasi.
La costituzione è quindi di fatto il terreno energetico di fondo. È un po' come se fosse il tipo di terra di un giardino, che può essere argillosa, sabbiosa, fertile, secca, umida. Inevitabilmente nel corso degli anni e della nostra vita quel terreno influenzerà tutto ciò che crescerà sopra.
La tipologia energetica dei 5 Elementi, invece, rappresenta il modo in cui la nostra energia si esprime, in buona sostanza descrive il modo in cui la persona manifesta la propria energia nel mondo. In questo ambito entriamo nel linguaggio dei 5 movimenti, Legno, Fuoco, Terra, Metallo, Acqua. Come ben sappiamo, ormai, ogni elemento è caratterizzato dai suoi tratti caratteriali, dalle sue dinamiche emotive, dal modo di relazionarsi, dalla postura, dalla voce, dai ritmi, dai talenti, dalle paure, dai bisogni spirituali. Non necessariamente queste caratteristiche indicano una malattia o una debolezza, esse rispondono piuttosto alla domanda: “Qual è il movimento energetico dominante della persona?”
Facciamo alcuni esempi semplificati per essere più chiari:
- Tipologia Legno: è una persona dinamica, progettuale, intensa, orientata all’azione, facilmente frustrabile. La sua emozione dominante è la rabbia / frustrazione, l'organo associato è il Fegato
- Tipologia Acqua: si tratta di una persona profonda, introspettiva, intuitiva, silenziosa, spirituale, la cui emozione dominante è la paura e il cui organo associato è il Rene
- Tipologia Fuoco: è una persona calorosa, comunicativa, entusiasta, carismatica, con una emozione dominante che può essere descritta come gioia/euforia e che ha il Cuore come organo associato
La differenza più importante tra costituzione e tipologia, secondo la visione della Medicina Tradizionale Cinese, quindi, può essere riassunta così: la costituzione parla del substrato energetico profondo, mentre la tipologia dei 5 Elementi parla del modo in cui quell’energia si manifesta. Oppure, schematizzato in un altro modo:
| Costituzione | Tipologia energetica |
|---|---|
| Ciò che erediti | Ciò che esprimi |
| Terreno | Movimento |
| Base energetica | Personalità energetica |
| Predisposizione | Manifestazione |
| Più stabile | Più dinamica |
| Legata al Jing | Legata al Qi |
La domanda più logica che nasce a questo punto è: ma una persona può avere costituzione e tipologia diverse? La risposta è: Assolutamente sì. Ed è qui che la MTC diventa affascinante e unica nella sua interpretazione energetica. Ad esempio una persona può avere una tipologia Legno (forte, combattiva, progettuale), ma una costituzione debole di Rene. Quindi all’esterno può apparire energica, determinata, instancabile, ma in profondità si esaurisce facilmente, vive paure profonde, consuma il Jing, può andare incontro a burnout. Oppure una persona può avere tipologia Fuoco, ma costituzione con Umidità/Terra debole, quindi ad esempio potrebbe amare stare con gli altri, essere espansiva, ma energeticamente tendere a stancarsi, gonfiarsi, trattenere.
Nella pratica clinica, quindi, un bravo terapeuta MTC dovrebbe cercare di osservare e comprendere entrambi questi livelli. in particolare:
- La costituzione per capire cosa sostenere, quali organi proteggere, quali squilibri prevenire
- La tipologia energetica per capire le dinamiche emotive, il comportamento, decodificare i blocchi relazionali, la direzione evolutiva della persona.
Secondo la lettura simbolica e spirituale della Medicina Cinese, quindi, possiamo sintetizzare quanto detto finora dicendo che la costituzione è ciò che “ricevi dalla vita”, la tipologia energetica è il modo in cui “la tua anima danza nel mondo”. Paragonando l'uomo ad una pianta che cresce, a costituzione parla delle radici, mentre la tipologia parla del movimento dei suoi rami. E spesso il lavoro interiore che siamo chiamati a fare durante il nostro percorso di crescita consiste proprio nel creare armonia tra ciò che siamo profondamente e il modo in cui cerchiamo di esprimerci nel mondo.
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Quando mangi e assapori il cibo c'è un momento in cui il sapore tocca la tua lingua e qualcosa, dentro ti ognuno di noi, si muove.
Secondo la Medicina Tradizionale Cinese, in questo momento un'energia sta entrando nel nostro corpo e in questo senso ogni sapore è una porta, una direzione, un gesto che il cibo compie dentro di noi. Secondo questa visione mangiare non è solo un atto per nutrirsi, ma è proprio orientare il proprio equilibrio energetico interiore d esteriore attraverso il gusto.
In MTC, i sapori sono infatti vere e proprie forze dinamiche e ciascun sapore ha un’azione: muove, raccoglie, asciuga, tonifica, ammorbidisce. E tali azioni si riflettono anche sul corpo, sugli organi, sulle emozioni. In questo senso ciò che scegliamo di mangiare non influenza solo il nostro fisico, ma anche il nostro stato mentale ed emotivo.
I cinque sapori
1. Acido (Suan): il sapore che raccoglie
L’acido è un richiamo verso l’interno. È il gesto energetico del trattenere, che ha come effetti energetici quelli di contrarre, conservare i liquidi, stabilizzare. È legato al Fegato. Tale sapore è utile quando si verifica sudorazione eccessiva, perdita di liquidi, instabilità emotiva. Cibi che apportano questo tipo di energia sono ad esempio il limone, l'aceto, le prugne. Se tale sapore viene assunto in eccesso blocca il Qi, irrigidisce, crea tensione. Energeticamente l’effetto dell'acido è quello di chiudere una porta, serve quando tutto sta uscendo…ma può soffocare se usato troppo.
2. Amaro (Ku): il sapore che scende e asciuga
L’amaro è essenziale, è il gusto della profondità, che ha come effetti energetici quelli di drenare, asciugare l’umidità, far scendere il Qi. È legato al Cuore ed è utile quando c'è calore interno, agitazione mentale, umidità. Alcuni esempi di alimenti con questo tipo di energia sono la cicoria, la rucola, il tè. Se assunto in eccesso questo sapore secca troppo, indebolisce, raffredda eccessivamente. L’amaro è verità, non sempre piace, ma sicuramente purifica.
3. Dolce (Gan): il sapore che nutre e armonizza
Il dolce è accoglienza, è nutrimento, è casa, è un sapore che, come effetto energetico, tonifica, rilassa, armonizza. È legato alla Milza ed è utile quando c'è stanchezza, debolezza, tensione. Alcuni esempi di alimenti che hanno questa caratteristica sono il riso, le carote, i cereali. Ma attenzione, il dolce naturale, inteso alla maniera della medicina Cinese, è diverso dal sapore dello zucchero così come lo intendiamo in occidente. Se assunto in eccesso queto sapore crea umidità, appesantisce, rallenta. In sostanza il dolce è amore., e come nella vita troppo amore può anche soffocare.
4. Piccante (Xin): il sapore che muove e disperde
Il piccante è movimento puro, mette in atto un'apertura. Il suo effetto energetico è quello di mobilizzare il Qi, stimolare la circolazione, aprire i pori. È legato al Polmone. E' particolarmente utile quando si verifica stagnazione, raffreddore, blocchi energetici. Alcuni esempio di alimenti che hanno questa caratteristica sono lo zenzero, la cipolla, il peperoncino. Se assunto in eccesso questo sapore disperde troppo, consuma energia, secca i liquidi. Il piccante libera, ma può anche disperdere.
5. Salato (Xian): il sapore che ammorbidisce e scende
Il salato è profondità, discesa verso il basso. Questo sapore ha l'effetto energetico di ammorbidire, dissolvere accumuli, portare verso il basso. È legato al Rene ed è utile quando c'è rigidità, accumuli, secchezza. Alcuni esempi di cibi sono il sale, le alghe, il miso. Se assunto in eccesso questo sapore danneggia i reni, indurisce, trattiene acqua. Il salato è un po' come l'acqua del mare, può guarire oppure sommergere.
Ogni sapore è collegato ad un elemento. In particolare l'acido è legato al Legno, l'amaro è legato al Fuoco, il dolce è legato alla Terra, il piccante è legato al Metallo, il salato è legato all'Acqua.
Questa associazione porta con sé anche una rete di relazioni utili da approfondire, cioè ogni sapore nutre un organo, ogni organo influenza un’emozione, ogni emozione modifica l’energia. In questo senso mangiare diventa quindi un atto di armonizzazione profonda.
La vita moderna che spesso conduciamo ci porta spesso a rompere questi equilibri energetici, in quanto spesso pratichiamo un'alimentazione che prevede un eccesso di dolce (zuccheri) e di salato (cibi industriali) ed una carenza di amaro e acido naturale. Questa situazione crea spesso nei nostri organismi umidità, stagnazione, calore interno, squilibri emotivi e ciò porta il corpo a perdere il suo orientamento.
Il sapore e le emozioni
Come detto, ogni sapore, attraverso le emozioni ad esso collegate, parla anche al cuore. In particolare:
- L' Acido trattiene e quindi è collegato alla paura di perdere
- L'Amaro purifica e quindi porta con sé chiarezza
- Il Dolce consola e quindi soddisfa il bisogno di affetto
- Il Piccante libera e quindi favorisce la nostra espressione
- Il Salato radica e quindi ci aiuta a spingerci nelle nostre profondità
Capita spesso, infatti, di non mangiamo per fame, ma di mangiare per emozione. In questo senso il sapore che si sceglie racconta cosa stiamo cercando.
In generale, quindi, possiamo dire che non esiste un sapore “giusto” o “sbagliato”, esiste il sapore che ci riporta o ci mantiene in equilibrio. Come concetto generale possiamo affermare che un pasto energeticamente armonico contiene un po’ di dolce, un tocco di acido, una nota amara, un accenno di piccante, una base salata. E' un po' come se stessimo componendo una musica. Quando tutti i sapori sono presenti, il corpo riconosce armonia, piacere e completezza.
Mangiare quindi diventa allora un importante gesto consapevole per la nostra salute, che significa scegliere non tanto ciò che ci piace, quanto ciò che ci serve e ci fa bene in quel momento. In questo senso, per effettuare le scelte migliori per noi, è molto importante ascoltare e comprendere il nostro corpo, il momento che stiamo vivendo, la stagione in corso e lasciare che il gusto diventi una guida.
E' bello immaginare i cinque sapori come se fossero cinque maestri: l’acido ti insegna a trattenere, l’amaro a lasciare andare, il dolce ad accogliere, il piccante a muoverti, il salato a scendere in profondità. I cinque sapori diventano una bussola e ci aiutano a orientarci, riequilibrarci, conoscerci.
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Secondo la Medicina Tradizionale Cinese, ogni alimento possiede una natura termica: una qualità profonda che va oltre la temperatura fisica e racconta ciò che quel cibo può fare a livello energetico dentro di noi.
Da questo punto di vista non è tanto importante se un alimento è caldo al tatto o freddo appena uscito dal frigorifero, perché ciò che conta è come esso si comporta una volta entrato nel nostro corpo.
Se il nostro corpo in MTC è visto come un paesaggio, ogni alimento è un po' come se fosse il clima.
E' importante capire, quindi, che quando parliamo di natura termica di un alimento, non stiamo parlando della sua temperatura esterna. Una zuppa, infatti, può essere bollente ma energeticamente neutra, un frutto può essere a temperatura ambiente ma avere una natura profondamente rinfrescante.
La natura termica secondo la visione della Medicina Cinese riguarda l’effetto che il cibo genera, quindi se riscalda o raffredda, attiva o calma, espande o raccoglie, accelera o rallenta. È una dinamica energetica sottile, ma concreta e preziosa a comprendere. È ciò che spiega perché dopo certi cibi ci sentiamo vitali, dopo altri appesantiti, alcuni ci asciugano, altri ci riempiono di umidità.
Gli alimenti, nella MTC, si suddividono in cinque categorie (o "nature"):
1. Natura calda (Re)
Gli alimenti caldi portano movimento, espansione, attivazione. Sono come il sole in inverno, accendono ciò che è spento. Gli effetti che hanno sul nostro corpo sono quelli di riscaldarlo, attivare la circolazione del Qi, disperdere il freddo interno. Alcuni esempi di questi alimenti sono lo zenzero, la cannella, la carne di agnello. Questi alimenti quindi sono utili quando si ha freddo interno, mani e piedi sono freddi, l'energia è bassa. Se mangiati in eccesso possono generare calore interno, agitare la mente, seccare i liquidi.
2. Natura tiepida (Wen)
Sono alimenti che sostengono senza forzare. Non accendono un fuoco impetuoso o improvviso, ma lo mantengono vivo. Gli effetti energetici che provocano nel nostro corpo sono quelli di tonificare dolcemente, sostenere il Qi, migliorare la digestione. Alcuni esempi di cibi che hanno questa natura sono il pollo, il riso, le carote cotte. Sono cibi perfetti per la quotidianità, rappresentano il centro, la stabilità.
3. Natura neutra (Ping)
Gli alimenti neutri sono equilibrio puro, essi non spingono in nessuna direzione, semplicemente armonizzano. I loro effetti sono quelli di sostenere senza alterare, nutrire senza stressare, mantenere l’equilibrio. Alcuni esempi sono il riso, le patate, i legumi. Sono la base ideale di un’alimentazione sana. Sono come la terra: accolgono tutto.
4. Natura fresca (Liang)
Gli alimenti freschi raffreddano e calmano. Per il nostro organismo sono come una brezza in estate, una pausa all'ombra di un albero in una giornata afosa. I loro effetti sono quelli di ridurre il calore interno, calmare le infiammazioni, generare i liquidi. Alcuni esempi sono le zucchine, i cetrioli, le mele. Questi cibi sono utili quando c’è calore interno, infiammazione, sete eccessiva. Se assunti in eccesso indeboliscono la digestione e rallentano la Milza.
5. Natura fredda (Han)
Gli alimenti freddi sono profondamente raffreddanti e rallentanti, sono come un'acqua gelida che entra nel nostro corpo, sono silenzio, contrazione. Quando li assumiamo abbassano il calore, purificano, rallentano processi eccessivi. Alcuni esempi sono l'anguria, il tè verde, le alghe. Sono particolarmente indicati in condizioni di calore intenso, ma se usati troppo danneggiano la Milza, creano umidità, indeboliscono il Qi.
Va sempre considerato che la natura termica degli alimenti si inserisce nel principio fondamentale proprio della MTC, che è l’equilibrio dinamico tra Yin e Yang. Dove Yang significa calore, movimento, attivazione, e Yin significa freschezza, nutrimento, calma. Da questo punto di vista, Mangiare significa provare a regolare questo equilibrio. Se sei troppo Yang (irritabilità, caldo interno, infiammazioni), allora serviranno cibi freschi e freddi, viceversa se sei troppo Yin (freddo, stanchezza, rallentamento), serviranno cibi caldi e tiepidi.
Nel cuore di tutto questo c’è il ruolo fondamentale che ricopre la Milza, che è il vero e proprio centro della trasformazione, rappresenta il fuoco digestivo. Questo fuoco è delicato e troppi cibi freddi lo spengono, mentre troppi cibi caldi lo agitano.
La natura termica degli alimenti deve quindi sempre proteggere questo equilibrio. Per questo la MTC consiglia sempre di utilizzare cibi caldi o tiepidi, cotture semplici, evitare eccessi di crudo.
Molti squilibri nascono da un tipico errore moderno che è l’eccesso di freddo alimentare, quindi bevande fredde, cibi crudi, frutta in eccesso, latticini. L'assunzione esagerata di questi cibi crea infatti umidità, muco, stanchezza, gonfiore. Si tratta come di un freddo "silenzioso", che non si percepisce subito, ma si accumula lentamente nel tempo.
Anche il calore può essere eccessivo, magari a causa dell'assunzione esagerata di cibi piccanti, fritti, alcol, carne rossa in eccesso. Questo genera infiammazioni, irritabilità, secchezza, insonnia. Il calore è energia, ma senza equilibrio diventa fuoco che brucia.
La natura termica, quindi, così come accade spesso in Medicina Cinese, non ha una regola fissa, non ci fornisce una lista di indicazioni da seguire rigidamente, è piuttosto un dialogo continuo che tende all'equilibrio che è fortemente influenzato da molti fattori: la stagione, la costituzione, lo stato energetico, l'età, lo stile di vita. In inverno, ovviamente, servirà più calore, in estate più freschezza. Ma sempre con equilibrio.
In questo senso mangiare diventa quindi un costante atto di ascolto di noi stessi. Non si tratta di chiederci “cosa è giusto mangiare” in generale, quanto piuttosto “di cosa ho bisogno io oggi?”. Questo il nostro corpo istintivamente lo sa e quando impari a sentirlo scegli naturalmente, dosi senza sforzo, riequilibri senza rigidità. Proviamo sempre ad immaginare il nostro corpo come un paesaggio naturale: quando è inverno serve calore, quando è estate serve freschezza, quando c'è tempesta serve calma, quando c'è stanchezza serve energia. In questo senso gli alimenti sono veri e propri strumenti terapeutici e dei preziosi compagni e nostri alleati. Non è mai il cibo ad essere giusto o sbagliato in assoluto, va sempre considerato chi lo assume, quando lo assume, cosa assume, quanto ne assume e perchè.
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Prima ancora delle emozioni, prima degli organi, prima dei meridiani, dei punti o dei sintomi, in Medicina Cinese esiste un principio energetico, un movimento invisibile, naturale, una danza silenziosa, un’alternanza continua e inarrestabile tra due energie.. ed è da lì che nasce tutto.
Nella Medicina Tradizionale Cinese, questo principio ha i nomi di due energie: Yin e Yang.
Spesso questi concetti vengono interpretati come opposti, vengono associati a luce e buio, giorno e notte, caldo e freddo. Questa visione è corretta, ma incompleta. Yin e Yang , infatti, non sono due cose separate, ma sono i due aspetti energetici della stessa realtà, due modalità attraverso cui si manifesta la stessa energia: il Qi.
Secondo la visione taoista, tutto nasce dall’Uno, dal Tao appunto, da cui emergono due polarità, lo Yin e lo Yang, attraverso una "differenziazione" più che una vera e propria "divisione".
Lo Yin è ciò che raccoglie, in generale è interno, freddo, quieto, ricettivo, profondo, notte, acqua, radice. Nel corpo questa energia si manifesta in tutto quello che riguarda la materia, il sangue, i fluidi, la struttura, in tutto ciò che nutre e sostiene.
Lo Yang è ciò che si esprime, tutto ciò che è esterno, caldo, attivo, dinamico, luminoso. È il giorno, il fuoco, l’azione. Nel nostro corpo, lo Yang è rappresentato dal movimento, dalla funzione, dall’attività, dalla trasformazione.
Il punto fondamentale è rappresentato dal comprendere che Yin e Yang non si oppongono, ma si completano. Proprio come i due lati della stessa montagna, uno in ombra, l'altro al sole. Entrambi necessari per definire la montagna stessa.
Il famoso simbolo del Taijitu, che illustra il concetto di Yin e Yang, racconta in una maniera grafica ed immediata tutto questo. Esso, infatti, non è diviso in modo rigido, lineare, netto, è fluido, curvo, rappresenta un movimento. Esso inoltre contiene un altro dettaglio fondamentale, cioè che nello Yin c’è sempre un seme, un piccolo pallino di Yang e nello Yang c’è un seme di Yin. Perché nella visione taoista nulla è mai assoluto.
Anche la salute, secondo la Medicina Cinese, segue la stessa logica, non è uno stato fisso, è garantita solo da un equilibrio dinamico, un continuo adattamento delle nostre energie, quasi come se fosse un funambolo che cammina su una corda tesa tra lo Yin e lo Yang. Se lo Yin aumenta troppo, allora lo Yang si indebolisce, se lo Yang aumenta troppo, lo Yin si consuma.
Yin e Yang non sono quindi concetti statici, ma si trasformano continuamente l'uno nell'altro: il giorno diventa notte, il caldo diventa freddo, l’attività diventa riposo. Questo è il ciclo naturale delle cose, anche se pensiamo all'evolversi delle stagioni, all'andamento della vita umana, a come vivono le piante. Quando una tipologia di energia raggiunge il suo apice, il suo massimo, inizia a trasformarsi nel suo opposto.
L’essere umano è un riflesso dell’universo, un piccolo grande microcosmo. Anche nel corpo, quindi, troviamo espressi i concetti di Yin e Yang: gli Organi Zang sono Yin, i Visceri Fu sono Yang, il sangue è Yin, il Qi è Yang, la struttura è Yin, la funzione è Yang.
Lo Yin in generale può essere visto come ciò che conserva, è la riserva, ciò che permette allo Yang di esistere. Senza Yin non c’è nutrimento, non c’è stabilità, non c’è profondità. È la "base".
Lo Yang, invece, può essere visto come ciò che "utilizza", è il movimento, ciò che rende visibile la vita. Senza Yang non c’è attività, non c’è trasformazione, non c’è calore.
Yin e Yang, quindi, evidentemente non possono esistere separati, si creano a vicenda, si controllano a vicenda, si trasformano a vicenda, come accade per l'inspirazione e l'espirazione, se uno si blocca, anche l’altro si altera.
La vita è un ritmo continuo, giorno e notte, attività e riposo, espansione e contrazione. Questo ritmo è quello dello Yin e dello Yang, quando è armonico c'è salute, quando si rompe c'è malattia.
Lo Yin nel tempo cresce di notte, in inverno, nel riposo, nel silenzio, è il tempo dell’interiorità. Lo Yang nel tempo cresce di giorno, in estate, nel movimento, nell’azione, è il tempo dell’espressione.
La malattia, nella Medicina Cinese, è sempre rappresentata da uno squilibrio, che può essere:
- Eccesso di Yang: agitazione, calore, insonnia
- Carenza di Yin: secchezza, debolezza, instabilità
- Eccesso di Yin: freddo, stagnazione, lentezza
- Carenza di Yang: affaticamento, freddolosità, mancanza di energia
Lo Yin è tutto ciò che nutre il sonno, il silenzio, la lentezza, la profondità, è ciò che spesso viene trascurato. Oggi noi viviamo in una società profondamente Yang, veloce, attiva, stimolante, costante. Il rischio quindi è quello di consumare lo Yin. Quando lo Yin si esaurisce o è debole non c’è più radice, lo Yang diventa instabile, nasce agitazione, l'energia è come quella di un fuoco senza base. In questo caso la medicina cinese in questo caso tenta di ripristinare l’equilibrio, per fare questo non prova a spegnere il fuoco, ma prova a nutrire l’acqua, non blocca il movimento, rinforza la radice.
Il segreto non è quindi quello di dover per forza scegliere tra Yin o Yang, il vero segreto è quello di riuscire ad armonizzarli (attività e riposo, movimento e quiete, espressione e interiorità). In questo senso il nostro corpo ci parla continuamente: quando proviamo stanchezza ad esempio abbiamo bisogno di Yin, quando siamo agitati c'è un eccesso di Yang. Riuscire a percepire queste sfumature e queste richieste, ascoltare il nostro corpo, è già medicina.
Yin e Yang, quindi, non sono due, ma sono uno, sono due aspetti della stessa danza, nella loro armonia, nel loro continuo trasformarsi, nel loro dialogo e nel loro equilibrio dinamico nasce la salute, che non si trova scegliendo tra luce e ombra, ma imparando a stare nel loro incontro.
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- Scritto da Enrico Sassi
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