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Secondo la Medicina Tradizionale Cinese, ogni alimento possiede una natura termica: una qualità profonda che va oltre la temperatura fisica e racconta ciò che quel cibo può fare a livello energetico dentro di noi.
Da questo punto di vista non è tanto importante se un alimento è caldo al tatto o freddo appena uscito dal frigorifero, perché ciò che conta è come esso si comporta una volta entrato nel nostro corpo.
Se il nostro corpo in MTC è visto come un paesaggio, ogni alimento è un po' come se fosse il clima.
E' importante capire, quindi, che quando parliamo di natura termica di un alimento, non stiamo parlando della sua temperatura esterna. Una zuppa, infatti, può essere bollente ma energeticamente neutra, un frutto può essere a temperatura ambiente ma avere una natura profondamente rinfrescante.
La natura termica secondo la visione della Medicina Cinese riguarda l’effetto che il cibo genera, quindi se riscalda o raffredda, attiva o calma, espande o raccoglie, accelera o rallenta. È una dinamica energetica sottile, ma concreta e preziosa a comprendere. È ciò che spiega perché dopo certi cibi ci sentiamo vitali, dopo altri appesantiti, alcuni ci asciugano, altri ci riempiono di umidità.
Gli alimenti, nella MTC, si suddividono in cinque categorie (o "nature"):
1. Natura calda (Re)
Gli alimenti caldi portano movimento, espansione, attivazione. Sono come il sole in inverno, accendono ciò che è spento. Gli effetti che hanno sul nostro corpo sono quelli di riscaldarlo, attivare la circolazione del Qi, disperdere il freddo interno. Alcuni esempi di questi alimenti sono lo zenzero, la cannella, la carne di agnello. Questi alimenti quindi sono utili quando si ha freddo interno, mani e piedi sono freddi, l'energia è bassa. Se mangiati in eccesso possono generare calore interno, agitare la mente, seccare i liquidi.
2. Natura tiepida (Wen)
Sono alimenti che sostengono senza forzare. Non accendono un fuoco impetuoso o improvviso, ma lo mantengono vivo. Gli effetti energetici che provocano nel nostro corpo sono quelli di tonificare dolcemente, sostenere il Qi, migliorare la digestione. Alcuni esempi di cibi che hanno questa natura sono il pollo, il riso, le carote cotte. Sono cibi perfetti per la quotidianità, rappresentano il centro, la stabilità.
3. Natura neutra (Ping)
Gli alimenti neutri sono equilibrio puro, essi non spingono in nessuna direzione, semplicemente armonizzano. I loro effetti sono quelli di sostenere senza alterare, nutrire senza stressare, mantenere l’equilibrio. Alcuni esempi sono il riso, le patate, i legumi. Sono la base ideale di un’alimentazione sana. Sono come la terra: accolgono tutto.
4. Natura fresca (Liang)
Gli alimenti freschi raffreddano e calmano. Per il nostro organismo sono come una brezza in estate, una pausa all'ombra di un albero in una giornata afosa. I loro effetti sono quelli di ridurre il calore interno, calmare le infiammazioni, generare i liquidi. Alcuni esempi sono le zucchine, i cetrioli, le mele. Questi cibi sono utili quando c’è calore interno, infiammazione, sete eccessiva. Se assunti in eccesso indeboliscono la digestione e rallentano la Milza.
5. Natura fredda (Han)
Gli alimenti freddi sono profondamente raffreddanti e rallentanti, sono come un'acqua gelida che entra nel nostro corpo, sono silenzio, contrazione. Quando li assumiamo abbassano il calore, purificano, rallentano processi eccessivi. Alcuni esempi sono l'anguria, il tè verde, le alghe. Sono particolarmente indicati in condizioni di calore intenso, ma se usati troppo danneggiano la Milza, creano umidità, indeboliscono il Qi.
Va sempre considerato che la natura termica degli alimenti si inserisce nel principio fondamentale proprio della MTC, che è l’equilibrio dinamico tra Yin e Yang. Dove Yang significa calore, movimento, attivazione, e Yin significa freschezza, nutrimento, calma. Da questo punto di vista, Mangiare significa provare a regolare questo equilibrio. Se sei troppo Yang (irritabilità, caldo interno, infiammazioni), allora serviranno cibi freschi e freddi, viceversa se sei troppo Yin (freddo, stanchezza, rallentamento), serviranno cibi caldi e tiepidi.
Nel cuore di tutto questo c’è il ruolo fondamentale che ricopre la Milza, che è il vero e proprio centro della trasformazione, rappresenta il fuoco digestivo. Questo fuoco è delicato e troppi cibi freddi lo spengono, mentre troppi cibi caldi lo agitano.
La natura termica degli alimenti deve quindi sempre proteggere questo equilibrio. Per questo la MTC consiglia sempre di utilizzare cibi caldi o tiepidi, cotture semplici, evitare eccessi di crudo.
Molti squilibri nascono da un tipico errore moderno che è l’eccesso di freddo alimentare, quindi bevande fredde, cibi crudi, frutta in eccesso, latticini. L'assunzione esagerata di questi cibi crea infatti umidità, muco, stanchezza, gonfiore. Si tratta come di un freddo "silenzioso", che non si percepisce subito, ma si accumula lentamente nel tempo.
Anche il calore può essere eccessivo, magari a causa dell'assunzione esagerata di cibi piccanti, fritti, alcol, carne rossa in eccesso. Questo genera infiammazioni, irritabilità, secchezza, insonnia. Il calore è energia, ma senza equilibrio diventa fuoco che brucia.
La natura termica, quindi, così come accade spesso in Medicina Cinese, non ha una regola fissa, non ci fornisce una lista di indicazioni da seguire rigidamente, è piuttosto un dialogo continuo che tende all'equilibrio che è fortemente influenzato da molti fattori: la stagione, la costituzione, lo stato energetico, l'età, lo stile di vita. In inverno, ovviamente, servirà più calore, in estate più freschezza. Ma sempre con equilibrio.
In questo senso mangiare diventa quindi un costante atto di ascolto di noi stessi. Non si tratta di chiederci “cosa è giusto mangiare” in generale, quanto piuttosto “di cosa ho bisogno io oggi?”. Questo il nostro corpo istintivamente lo sa e quando impari a sentirlo scegli naturalmente, dosi senza sforzo, riequilibri senza rigidità. Proviamo sempre ad immaginare il nostro corpo come un paesaggio naturale: quando è inverno serve calore, quando è estate serve freschezza, quando c'è tempesta serve calma, quando c'è stanchezza serve energia. In questo senso gli alimenti sono veri e propri strumenti terapeutici e dei preziosi compagni e nostri alleati. Non è mai il cibo ad essere giusto o sbagliato in assoluto, va sempre considerato chi lo assume, quando lo assume, cosa assume, quanto ne assume e perchè.
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Prima ancora delle emozioni, prima degli organi, prima dei meridiani, dei punti o dei sintomi, in Medicina Cinese esiste un principio energetico, un movimento invisibile, naturale, una danza silenziosa, un’alternanza continua e inarrestabile tra due energie.. ed è da lì che nasce tutto.
Nella Medicina Tradizionale Cinese, questo principio ha i nomi di due energie: Yin e Yang.
Spesso questi concetti vengono interpretati come opposti, vengono associati a luce e buio, giorno e notte, caldo e freddo. Questa visione è corretta, ma incompleta. Yin e Yang , infatti, non sono due cose separate, ma sono i due aspetti energetici della stessa realtà, due modalità attraverso cui si manifesta la stessa energia: il Qi.
Secondo la visione taoista, tutto nasce dall’Uno, dal Tao appunto, da cui emergono due polarità, lo Yin e lo Yang, attraverso una "differenziazione" più che una vera e propria "divisione".
Lo Yin è ciò che raccoglie, in generale è interno, freddo, quieto, ricettivo, profondo, notte, acqua, radice. Nel corpo questa energia si manifesta in tutto quello che riguarda la materia, il sangue, i fluidi, la struttura, in tutto ciò che nutre e sostiene.
Lo Yang è ciò che si esprime, tutto ciò che è esterno, caldo, attivo, dinamico, luminoso. È il giorno, il fuoco, l’azione. Nel nostro corpo, lo Yang è rappresentato dal movimento, dalla funzione, dall’attività, dalla trasformazione.
Il punto fondamentale è rappresentato dal comprendere che Yin e Yang non si oppongono, ma si completano. Proprio come i due lati della stessa montagna, uno in ombra, l'altro al sole. Entrambi necessari per definire la montagna stessa.
Il famoso simbolo del Taijitu, che illustra il concetto di Yin e Yang, racconta in una maniera grafica ed immediata tutto questo. Esso, infatti, non è diviso in modo rigido, lineare, netto, è fluido, curvo, rappresenta un movimento. Esso inoltre contiene un altro dettaglio fondamentale, cioè che nello Yin c’è sempre un seme, un piccolo pallino di Yang e nello Yang c’è un seme di Yin. Perché nella visione taoista nulla è mai assoluto.
Anche la salute, secondo la Medicina Cinese, segue la stessa logica, non è uno stato fisso, è garantita solo da un equilibrio dinamico, un continuo adattamento delle nostre energie, quasi come se fosse un funambolo che cammina su una corda tesa tra lo Yin e lo Yang. Se lo Yin aumenta troppo, allora lo Yang si indebolisce, se lo Yang aumenta troppo, lo Yin si consuma.
Yin e Yang non sono quindi concetti statici, ma si trasformano continuamente l'uno nell'altro: il giorno diventa notte, il caldo diventa freddo, l’attività diventa riposo. Questo è il ciclo naturale delle cose, anche se pensiamo all'evolversi delle stagioni, all'andamento della vita umana, a come vivono le piante. Quando una tipologia di energia raggiunge il suo apice, il suo massimo, inizia a trasformarsi nel suo opposto.
L’essere umano è un riflesso dell’universo, un piccolo grande microcosmo. Anche nel corpo, quindi, troviamo espressi i concetti di Yin e Yang: gli Organi Zang sono Yin, i Visceri Fu sono Yang, il sangue è Yin, il Qi è Yang, la struttura è Yin, la funzione è Yang.
Lo Yin in generale può essere visto come ciò che conserva, è la riserva, ciò che permette allo Yang di esistere. Senza Yin non c’è nutrimento, non c’è stabilità, non c’è profondità. È la "base".
Lo Yang, invece, può essere visto come ciò che "utilizza", è il movimento, ciò che rende visibile la vita. Senza Yang non c’è attività, non c’è trasformazione, non c’è calore.
Yin e Yang, quindi, evidentemente non possono esistere separati, si creano a vicenda, si controllano a vicenda, si trasformano a vicenda, come accade per l'inspirazione e l'espirazione, se uno si blocca, anche l’altro si altera.
La vita è un ritmo continuo, giorno e notte, attività e riposo, espansione e contrazione. Questo ritmo è quello dello Yin e dello Yang, quando è armonico c'è salute, quando si rompe c'è malattia.
Lo Yin nel tempo cresce di notte, in inverno, nel riposo, nel silenzio, è il tempo dell’interiorità. Lo Yang nel tempo cresce di giorno, in estate, nel movimento, nell’azione, è il tempo dell’espressione.
La malattia, nella Medicina Cinese, è sempre rappresentata da uno squilibrio, che può essere:
- Eccesso di Yang: agitazione, calore, insonnia
- Carenza di Yin: secchezza, debolezza, instabilità
- Eccesso di Yin: freddo, stagnazione, lentezza
- Carenza di Yang: affaticamento, freddolosità, mancanza di energia
Lo Yin è tutto ciò che nutre il sonno, il silenzio, la lentezza, la profondità, è ciò che spesso viene trascurato. Oggi noi viviamo in una società profondamente Yang, veloce, attiva, stimolante, costante. Il rischio quindi è quello di consumare lo Yin. Quando lo Yin si esaurisce o è debole non c’è più radice, lo Yang diventa instabile, nasce agitazione, l'energia è come quella di un fuoco senza base. In questo caso la medicina cinese in questo caso tenta di ripristinare l’equilibrio, per fare questo non prova a spegnere il fuoco, ma prova a nutrire l’acqua, non blocca il movimento, rinforza la radice.
Il segreto non è quindi quello di dover per forza scegliere tra Yin o Yang, il vero segreto è quello di riuscire ad armonizzarli (attività e riposo, movimento e quiete, espressione e interiorità). In questo senso il nostro corpo ci parla continuamente: quando proviamo stanchezza ad esempio abbiamo bisogno di Yin, quando siamo agitati c'è un eccesso di Yang. Riuscire a percepire queste sfumature e queste richieste, ascoltare il nostro corpo, è già medicina.
Yin e Yang, quindi, non sono due, ma sono uno, sono due aspetti della stessa danza, nella loro armonia, nel loro continuo trasformarsi, nel loro dialogo e nel loro equilibrio dinamico nasce la salute, che non si trova scegliendo tra luce e ombra, ma imparando a stare nel loro incontro.
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Nella visione della Medicina Tradizionale Cinese l'alimentazione, oltre che rappresentare un atto nutrizionale che è necessario per apportare le energie necessarie per la nostra vita, rappresenta anche un vero e proprio strumento terapeutico, preventivo ed evolutivo.
Mangiare significa dialogare con la propria energia vitale, il Qi, e con i ritmi della natura. Ogni alimento in questo senso diventa uno strumento energetico, ogni pasto un atto teso verso l'equilibrio o lo squilibrio. In questa prospettiva, il cibo non è mai neutro; esso infatti possiede una natura energetica, una direzione, una relazione con organi e meridiani, una capacità di riscaldare, raffreddare, tonificare o disperdere. Comprendere questi aspetti ci permette di trasformare la nostra alimentazione in uno strumento di cura quotidiana.
In MTC, quando si parla di dietetica, non si parla di calorie, ma di energia. Gli alimenti vengono valutati per la loro capacità di influenzare il Qi (energia vitale), il Sangue (Xue), i Liquidi organici (Jin Ye), lo Yin e lo Yang. Mangiare non significa solo “riempire lo stomaco”, ma significa nutrire, muovere, trasformare e armonizzare le nostre energie. Un alimento può infatti tonificare il Qi (dare energia), nutrire il Sangue (sostenere la vitalità e la mente), umidificare (contrastare la secchezza), asciugare (ridurre umidità e muco), riscaldare (attivare), raffreddare (calmare).
Questo approccio rende l’alimentazione uno strumento olistico a tutto tondo. Come tale essa va adattata e personalizzata per il singolo caso, in base alla situazione energetica di ciascuna persona, all'Universo unico ed irripetibile che essa rappresenta.
I pilastri fondamentali di questa concezione dell’alimentazione secondo la Medicina Cinese sono i seguenti.
1. Natura termica degli alimenti
Ogni cibo possiede una natura energetica, essa può essere:
- Calda / Tiepida: un cibo che riscalda e attiva (es. zenzero, carne di agnello)
- Neutra: un cibo che armonizza (es. riso, carote)
- Fresca / Fredda: un cibo che raffredda o calma (es. cetriolo, anguria)
Questo è uno degli aspetti più importanti e più influenti da tenere in considerazione.
2. I sapori e i loro effetti
In MTC esistono cinque sapori principali, ognuno con una funzione energetica e una relazione con gli organi ed i movimenti energetici:
- Acido: contrae, trattiene (Fegato, Legno)
- Amaro: drena, asciuga (Cuore, Fuoco)
- Dolce: tonifica, armonizza (Milza, Terra)
- Piccante: disperde, muove (Polmone, Metallo)
- Salato: ammorbidisce, scende (Rene, Acqua)
Un’alimentazione equilibrata, quindi, ha l'obiettivo di integrare gli organi e le energie in modo armonico, riportando l'equilibrio dove esso manca e permettendo all'organismo (corpo, mente e spirito) di mantenerlo il più a lungo possibile.
3. Relazione con gli organi (Zang-Fu)
Ogni alimento entra in relazione con alcuni specifici organi energetici, il Polmone, la Milza, il Rene, il Fegato, il Cuore. Ad esempio:
- la pera nutre il Polmone
- il riso sostiene la Milza
- i semi neri rafforzano il Rene
Anche questo concetto è alla base della dietoterapia cinese: mangiare per sostenere specifici sistemi energetici.
4. Il ruolo centrale della Milza e dello Stomaco
Nella Medicina Cinese, l'alimentazione e la digestione sono governate principalmente dalla Milza (che trasforma e trasporta) e dallo Stomaco (che riceve e matura il cibo).
Se la Milza è debole si forma umidità, compare stanchezza, si accumula muco, la digestione rallenta. Per questo motivo, gran parte della dietetica cinese è orientata a proteggere e rafforzare la Milza.
5. Il concetto di Umidità e Muco
Uno dei temi più importanti nella MTC è la formazione di Umidità (Shi) e di Muco (Tan). Questi fattori patogeni derivano spesso da alimentazioni che prevedono eccesso di zuccheri, latticini, cibi freddi o crudi, alimentazione irregolare. L’umidità è alla base di molti disturbi come gonfiore, pesantezza, stanchezza cronica, sinusite, allergie.
6. Cottura e trasformazione del cibo
Secondo la visione energetica della MTC, non conta solo cosa mangi, ma come lo prepari. Gli effetti energetici dei diversi metodi di cottura sono i seguenti:
- Cotture lunghe: riscaldano e tonificano
- Vapore: neutro e armonizzante
- Saltato veloce: muove il Qi
- Crudo: raffredda, ma indebolisce la Milza
In MTC si tende per questo motivo a privilegiare cibi cotti e caldi, soprattutto nei soggetti deboli.
7. Stagionalità
Mangiare secondo le stagioni è un altro aspetto fondamentale. In particolare la Primavera è perfetta per depurare il Fegato, l'Estate per rinfrescare e disperdere il calore, l'Autunno per nutrire il Polmone, l'Inverno per tonificare il Rene. Il corpo e le nostre energie, infatti, cambiano con il clima e l’alimentazione deve adattarsi a questo ritmo naturale.
8. Ritmo e modalità dei pasti
Un altro aspetto fondamentale riguarda il come e quando si mangia. Sarebbe infatti indicato mangiare lentamente, evitare distrazioni durante i pasti, rispettare orari regolari, evitare pasti troppo abbondanti la sera. La digestione è un atto energetico delicato che richiede impegno, presenza, calma e regolarità.
9. Costituzione individuale
Ogni persona è diversa. La stessa dieta quindi può essere perfetta per qualcuno e dannosa per un altro, proprio perchè ognuno ha tendenze energetiche diverse (freddo/caldo, vuoto/eccesso, secco/umido).
10. Emozioni e alimentazione
In Medicina Tradizionale Cinese, come sappiamo, emozioni e organi sono collegati (Rabbia/Fegato, Gioia/Cuore, Preoccupazione/Milza, Tristezza/Polmone, Paura/Rene). L’alimentazione quindi, essendo un atto energetico a tutto tondo, può aiutare a riequilibrare anche il piano emotivo.
Riassumendo, quindi, una buona alimentazione secondo la MTC dovrebbe privilegiare cibi caldi e cotti, evitare eccessi di freddo e crudo, ridurre zuccheri e latticini, seguire la stagionalità, rispettare la costituzione individuale, sostenere la Milza, mantenere equilibrio tra i sapori.
Tutto questo, quindi, significa ben più che stabilire una dieta restrittiva, ma rappresenta una vera e propria arte, che contempla l'ascolto del corpo, l'adattamento continuo, la relazione con la natura, la consapevolezza e l'impegno e la responsabilità personali. Mangiare diventa un atto di presenza, non si tratta di rispettare regole e proporzioni rigide, ma della ricerca di un continuo equilibrio dinamico.
L’alimentazione in questo senso è un vero e proprio viaggio evolutivo, che non segue standard o vincoli esterni, ma ci richiede continuamente di imparare a ascoltare, osservare, adattarsi. Il cibo diventa medicina solo quando è in armonia con ciò che sei.
E forse, alla fine, il principio più importante è proprio questo: non esiste la dieta perfetta, esiste la dieta giusta per te, in questo momento.
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La gioia è un'emozione che apre, espande, illumina, connette. È un movimento verso l’esterno, verso l’alto, verso l’altro.
Nella Medicina Tradizionale Cinese, la gioia è l’emozione del Fuoco ed è profondamente legata al Cuore.
Il Fuoco è l’elemento più yang, è calore, è luce, è movimento, rappresenta tutto ciò che ci permette di entrare in relazione, esprimerci, connetterci.
È collegato all’estate, la stagione che rappresenta il culmine dell’energia Yang.
Nel corpo umano, questo movimento è governato dal Cuore. Il Cuore nella visione occidentale, il cuore è una pompa che spinge il nostro sangue, mentre nella Medicina Cinese, è molto di più. È la dimora dello Shen.
Lo Shen è quell'energia sottile che rappresenta la coscienza, la presenza, lo spirito, la lucidità. È ciò che rende vivi non solo nel corpo, ma anche nella mente. Quando il Cuore è in armonia lo Shen è stabile, la mente è chiara, le emozioni sono fluide e la gioia nasce naturalmente, in un modo che non è euforia o eccitazione, ma è quella gioia caratteristica di una serenità luminosa.
Ma anche la gioia può rappresentare uno squilibrio energetico. Quando è eccessiva, infatti, agita lo Shen, disperde il Qi, destabilizza il Cuore, non è più gioia, è più eccitazione. Un Fuoco troppo intenso brucia, consuma, agita e si manifesta con insonnia, agitazione, risate inappropriate, difficoltà a concentrarsi. Lo Shen in questo caso si dice che non è più "radicato", è disperso.
Il suono del Fuoco è la risata. Anche sotto questo aspetto esiste un equilibrio: una risata armoniosa rilassa, apre, connette, mentre una risata eccessiva disperde energia, nasconde instabilità, rompe il centro.
La gioia in generale è un movimento di espansione, fa salire il Qi, lo distribuisce verso l’esterno; per questo motivo illumina il volto, apre lo sguardo, rende il corpo leggero.
Il Cuore si manifesta nel volto. Quando è in equilibrio il viso è luminoso, gli occhi brillano, l’espressione è viva. Quando invece è in squilibrio il volto può essere agitato, lo sguardo disperso, l’espressione instabile.
Il Fuoco è relazione, è ciò che ci connette agli altri. Quando è armonico siamo aperti, siamo presenti, siamo empatici. Quando è eccessivo diventiamo dispersivi, perdiamo centratura, cerchiamo stimoli continui.
La gioia eccessiva porta quindi ad una dispersione di energia, è come se fosse accesa una fiamma troppo alta, magari bella da vedere, ma fortemente instabile. Il rischio in questo caso è quello di perdere radicamento, concentrazione, profondità.
Il Cuore governa anche il sonno. Quando lo Shen è stabile il sonno è profondo, il riposo è rigenerante. Quando è agitato si verificano insonnia, sogni intensi, risvegli frequenti.
Come abbiamo detto la stagione del Fuoco è l’estate, cioè quel periodo dell'anno in cui vengono più naturali l'apertura, la socialità, l'espansione. Ma anche qui serve equilibrio, troppo calore consuma, troppa attività disperde.
La vera gioia non è quindi l'eccitazione, è presenza, cioè quello stato interno stabile, sereno, che non dipende dagli eventi esterni. È una qualità del nostro Shen.
Ma qual'è la differenza tra gioie ed euforia? L’euforia è intensa, è instabile, è temporanea, mentre la gioia è calma, è profonda, è duratura.
Accanto al Cuore c’è il Pericardio, che è il suo protettore, sia da un punto di vista fisico che dal punto di vista energetico proprio della Medicina Tradizionale Cinese. Il Pericardio regola le relazioni, filtra le emozioni, protegge lo Shen dagli eccessi.
Per mantenere in equilibrio il nostro Fuoco e la nostra gioia, quindi, le parole chiave sono: moderazione (evitare gli eccessi di stimoli), presenza (restare nel momento), instaurare e coltivare relazioni autentiche (non "dispersive"), il riposo (per evitare il consumo).
La gioia è quindi un dono, è felicità, uno stato di equilibrio del Cuore, è la luce dello Shen che si manifesta, è tutto ciò che rende la nostra vita luminosa, ma come ogni fuoco, va alimentata, custodita ed ha bisogno di misura, perché solo un Fuoco equilibrato può illuminare senza distruggere.
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La tristezza è un'emozione silenziosa, profonda, quasi invisibile, che non esplode, non urla, non si impone con forza, ma scende piano piano dentro di noi e ci resta.
Nella Medicina Tradizionale Cinese, anche la tristezza è un movimento del Qi, un movimento che contrae, che raccoglie, che porta l'energia verso l’interno ed è legata all’Elemento Metallo.
Il Metallo è ciò che resta quando tutto il resto è stato trasformato, è l'essenziale, rappresenta tutto ciò che è puro, è ciò che separa il necessario dal superfluo.
In natura corrisponde all’autunno, cioè quella stagione in cui le foglie cadono, la luce cambia, la vita si ritira all'interno della terra, seguendo quel movimento energetico che non è una morte, una fine, ma è l'inizio di una trasformazione.
Nel corpo, il Metallo è governato dai Polmoni, che sono il confine tra l'interno e l'esterno, ciò che ci permette di entrare in relazione con il mondo, inspirando ciò che è nuovo ed espirando e buttando fuori ciò che non serve più. I Polmoni in questo senso sono alla base del ritmo della vita.
La tristezza ha una sua direzione precisa, che è quella del contrarre l'energia. Rallenta il Qi, lo raccoglie verso l’interno e per questo si manifesta spesso con respiro corto, senso di oppressione, voce debole, proprio come se qualcosa si chiudesse.
Il respiro è proprio il ponte tra il nostro corpo e questa emozione. Quando siamo tristi, infatti, respiriamo meno, respiriamo superficialmente, tratteniamo il fiato ed il respiro. La tristezza blocca il respiro e il respiro blocca la tristezza in un dialogo continuo che si avvolge su sé stesso.
In generale si notano due forme della tristezza:
- La tristezza acuta (il lutto):quella tristezza intensa, profonda., legata generalmente ad una perdita, che può bloccare il Qi, disperdere energia, creare uno shock emotivo;
- La tristezza cronica: questo genere di tristezza è più sottile., più costante, un sottofondo, una nebbia e consuma lentamente energia, vitalità, chiarezza, indebolendo il Qi dei Polmoni nel tempo.
Il tema centrale del Metallo è quello del lasciare andare. I Polmoni lo fanno a ogni respiro, il Grosso Intestino lo fa ogni giorno. Entrambi ci insegnano comunque la stessa cosa, ovvero che non possiamo trattenere tutto. Quando non riusciamo a lasciare andare nasce la tristezza, si crea un blocco, il Qi si contrae.
La tristezza in questo senso è funzionale e ci serve a creare uno spazio, un vuoto, che però non è visto solo come perdita di qualcosa o di qualcuno, ma come una possibilità, un luogo da riempire con energia o persone nuove, quello spazio dove qualcosa di più bello e di migliore può rinascere.
Ogni elemento ha una voce e quella del Metallo è il pianto, che non sempre è udibile e visibile, a volte rimane interno, trattenuto, silenzioso e resta dentro.
La tristezza si manifesta nel corpo attraverso l'oppressione toracica, il respiro corto, le spalle chiuse, la voce debole. In sostanza il nostro corpo si chiude, come se volesse proteggersi.
A proposito di protezione, i Polmoni governano anche la pelle. Quando il Metallo è in equilibrio il nostro confine è sano, il contatto con il mondo esterno è naturale. Quando è in squilibrio, invece, si diventa troppo chiusi o troppo vulnerabili.
Il Metallo come abbiamo detto è l’autunno, cioè quel tempo dedicato alla riflessione, al rallentamento, all'interiorizzazione, il momento in cui la natura lascia andare. Se resistiamo a questo processo naturale, soffriamo.
La tristezza quindi è un vero e proprio passaggio, che serve ad elaborare, integrare, trasformare. Senza tristezza è come se non ci fosse profondità.
Quando la tristezza viene repressa, questa emozione si "blocca" nel corpo, diventa stagnazione e indebolisce i Polmoni. Questo può manifestarsi con tosse, stanchezza, sensazione di vulnerabilità.
In sostanza il Metallo insegna un ciclo naturale molto semplice, cioè prendere, trasformare, lasciare. Se anche solo uno di questi passaggi manca, nasce lo squilibrio.
Per riequilibrare questa energia si può utilizzare il respiro (profondo, lento, consapevole), il contatto con la natura (aria pulita, spazi aperti), il calore "dolce" (cibi caldi e semplici), o i cosiddetti "rituali di rilascio" (scrivere, lasciare andare, chiudere cicli).
Il Metallo quindi in un certo senso è anche coraggio, coraggio di chiudere, separarsi, trasformare. Quando il Metallo è in equilibrio il nostro respiro è libero, la mente è chiara e le emozioni scorrono armoniosamente. In questo caso la tristezza si trasforma e diventa lucidità ed essenzialità.
È proprio questo il passaggio che ci mostra il Metallo, ci insegna a lasciare andare, a respirare, a trasformare, perché se ci pensiamo ogni espirazione è un po' come una piccola morte e ogni inspirazione è una nuova possibilità.
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