Il sangue è la voce più profonda del corpo. È quel mare rosso che scorre nel silenzio, che porta nutrimento, calore e vita a ogni angolo di noi.
È memoria e movimento, identità e comunione. Quando il sangue smette di scorrere libero, quando il suo canto si fa strozzato o impetuoso, qualcosa dentro di noi perde il ritmo: il ritmo stesso della vita.
Secondo la medicina occidentale, i disordini vascolari comprendono un vasto gruppo di patologie che interessano arterie, vene e capillari.
Sono alterazioni della circolazione, del flusso, della pressione, della forma e dell’elasticità dei vasi. Possono manifestarsi come insufficienza venosa cronica, vene varicose, trombosi, arteriosclerosi, ipertensione o ischemia periferica.
Nel linguaggio clinico, il problema è spesso una questione di resistenza e di scorrimento: le pareti dei vasi si ispessiscono, perdono elasticità, si otturano o si dilatano fino a cedere.
Il sangue diventa lento, denso, oppresso da un cuore che pompa senza armonia. Il corpo allora ci mostra gonfiore, formicolii, freddo, dolore, ma anche un senso di stanchezza diffusa, una perdita di luce interna.
Il sistema vascolare è un po' come una rete stradale: se si ostruisce o collassa, il traffico vitale si blocca, e con esso si spegne il respiro profondo del corpo.
Per la Medicina Tradizionale Cinese (MTC), il sangue (Xue) non è solo un fluido fisico, ma la manifestazione materiale dello Shen, del nostro Spirito.
Il sangue nutre, riscalda e dà stabilità psichica. È il veicolo dell’anima nel corpo.
Il suo fluire armonioso dipende principalmente da tre pilastri energetici:
-
Cuore (Xin), che governa il sangue e i vasi;
-
Milza (Pi), che lo genera dal cibo e lo trattiene nei suoi canali;
-
Fegato (Gan), che ne regola il flusso e lo libera quando tende a stagnare.
Quando uno di questi organi perde equilibrio, il sangue smette di scorrere in armonia e nascono i disordini vascolari che si manifestano come stasi di Qi e di Xue, o come vuoto di Qi e di Yang che non riesce più a spingerlo avanti.
Il Qi e il Sangue sono due aspetti di un’unica danza: il Qi muove il Sangue, il Sangue nutre il Qi. Se il Qi ristagna, il Sangue si coagula; se il Sangue si indebolisce, il Qi si spegne.
E la persona inizia a sentire dentro di sé il peso del non-fluire: gambe pesanti, testa leggera, cuore inquieto.
Nel linguaggio simbolico i disturbi vascolari rappresentano la perdita di fiducia nel movimento vitale. È come se l’essere umano, ferito da un dolore o da una disillusione, avesse deciso di trattenere invece di fluire.
Il sangue diventa così la metafora della passione bloccata, dell’amore che non riesce più a scorrere nel cuore, della vita che ha perso la sua spinta verso l’esterno. Il corpo diventa quindi una rappresentazione fisica di questo disagio: le vene tortuose raccontano la fatica di trovare un percorso; la pressione alta sussurra la tensione di chi trattiene troppo; la freddezza periferica è la mancanza di calore affettivo che non raggiunge più le estremità del vivere.
Curare un disordine vascolare, in chiave energetica, significa quindi riaprire le strade del cuore. Non tanto sciogliere i coaguli del sangue, quanto liberare i coaguli dell’anima. Fare in modo che la vita torni a pulsare, dentro e fuori.
L’approccio energetico si fonda su alcuni principi:
-
Muovere il Qi e il Sangue per dissolvere stasi e ristagni.
-
Tonificare il Cuore e la Milza, per sostenere la produzione e la stabilità del sangue.
-
Rinfrescare il Calore in caso di infiammazione vascolare o ipertensione.
-
Scaldare il Yang se il flusso è lento e le estremità fredde.
I meridiani più coinvolti sono:
-
Cuore (Xin Jing) e Pericardio (Xin Bao Luo), che governano il sangue e l’emozione;
-
Fegato (Gan Jing), che ne regola la libera circolazione;
-
Milza (Pi Jing), che lo mantiene all’interno dei vasi;
-
Vaso Concezione (Ren Mai) e Vaso Governatore (Du Mai), che bilanciano Yin e Yang, alto e basso, dentro e fuori.
Cinque punti utili per ridare ritmo al sangue
1. LV3 – Taichong (Grande Assalto)
Situato sul dorso del piede, tra il primo e il secondo metatarso.
È il punto maestro per muovere il Qi e il Sangue e calmare la collera interna.
Nel linguaggio energetico, libera le arterie sottili dell’anima: scioglie le tensioni, apre i canali del Fegato, ridà fluidità al movimento interiore.
2. SP10 – Xuehai (Mare del Sangue)
Posto sopra il ginocchio, è il punto per eccellenza che nutre e purifica il Sangue.
Rinfresca il calore, muove le stagnazioni, e armonizza la circolazione.
È il luogo dove il sangue torna a ricordare la sua natura liquida e compassionevole.
3. PC6 – Neiguan (Porta interna)
Sul lato interno dell’avambraccio, due dita sopra il polso.
Collega Cuore e Pericardio, calma lo Shen, apre il torace e armonizza il flusso.
In caso di disturbi vascolari, aiuta il sangue a tornare verso il centro e a distribuire la calma al cuore agitato.
4. ST36 – Zusanli (Tre miglia sotto il ginocchio)
Tonifica Qi e Sangue, sostiene la Milza e lo Stomaco, armonizza la circolazione generale.
È il fuoco che ravviva il movimento del flusso vitale, il passo che rimette in moto il viaggio del sangue verso la periferia.
5. BL17 – Geshu (Punto influente del Sangue)
Sulla schiena, in corrispondenza della settima vertebra toracica.
Regola il Sangue, ne rimuove le stasi e ne nutre la qualità.
È come un portale che collega il respiro del Cuore con la profondità del Sangue.
Oltre all’agopuntura, la tradizione offre altre pratiche complementari:
-
Fitoterapia cinese: formule come Dang Gui Si Ni Tang (per il freddo e la stasi), o Xue Fu Zhu Yu Tang (per liberare il Qi e il Sangue del torace).
-
Moxibustione: in caso di freddo e lentezza circolatoria, scalda i meridiani e ravviva il movimento.
-
Tui Na e coppettazione: utili per liberare stasi locali, soprattutto su arti inferiori e schiena.
-
Qi Gong vascolare: esercizi di respirazione e apertura del torace che favoriscono la pulsazione del Qi nel sangue.
-
Dieta energetica: alimenti caldi e fluidificanti — zenzero, cannella, aglio, cipolla, melograno — per sostenere il Cuore e disperdere la stasi.
La MTC insegna che i vasi sanguigni sono i “sentieri del Cuore”. Quando questi si bloccano, anche la gioia si ferma. Curare un disordine vascolare, quindi, significa restituire ritmo non solo al sangue, ma alla vita stessa.
Il Cuore, sede dello Shen, è come il sovrano di un regno che deve imparare di nuovo a governare con compassione. Quando il suo trono si riempie di collera, paura o rimpianto, le strade del regno si intasano; quando torna alla quiete, il sangue riprende a fluire come un fiume che ha ritrovato la sua sorgente.
Nel linguaggio simbolico del nostro corpo, il disordine vascolare è un invito a riconciliarsi con il movimento della vita. A lasciar andare le rigidità, a perdonare i blocchi, a tornare morbidi dentro.
Il sangue, come l’amore, non vuole essere trattenuto: vuole circolare. Vuole nutrire e ritirarsi, vuole dare e riposare. Quando impara di nuovo a scorrere, tutto il corpo si illumina.
Soffri di questa patologia e sei a Roma? Prenota un appuntamento al numero: 320-788.35.35
Per vedere tutti gli articoli pubblicati nel blog:
https://www.medicina-cinese.it/index.php/blog-articoli/tutti-gli-articoli
Se vuoi avere maggiori informazioni o vuoi venire a conoscerci di persona ed a sperimentare i benefici della Medicina Tradizionale Cinese consulta il calendario degli eventi che si svolgeranno presso l'Associazione "La Ghianda" a Roma, in Viale Appio Claudio (vicino al Parco degli Acquedotti ed a Cinecittà, tra la via Appia e la via Tuscolana, facilmente raggiungibile anche con la metropolitana Linea A, fermate Subaugusta o Giulio Agricola) oppure chiamaci (o scrivici su Whatsapp) al numero 320-7883535 (Enrico)





320 7883535