Mitologia Cinese: il drago giallo

 

 

Organo: Milza / Viscere: Stomaco
Stagione: Stagione di Mezzo (tra le stagioni) / Emozione: Preoccupazione che si fa centratura
Direzione: Centro

Arriva un momento, dopo la spinta del Legno e il fuoco dell’Estate, in cui sentiamo il bisogno di fermarci. Non di mollare o lasciare andare, ma di restare, di respirare proprio quando siamo nel mezzo di tutto, guardarci intorno, fare il punto della situazione e dire a noi stessi: “Ok, dove sono arrivato?”

È qui che si manifesta il Drago Giallo. Questo drago non vola alto come quello Verde e non brucia come la Fenice.
Il suo regno è la Terra, quella forza silenziosa che nutre, elabora e tiene insieme ogni cosa, il centro immobile attorno a cui tutto ruota.

Nella mitologia cinese, il Drago Giallo è il più saggio e misterioso di tutti gli altri miti; è il guardiano del Centro, l’asse che collega il Cielo con la Terra.
Si dice che appaia solamente quando il mondo ha bisogno di equilibrio, di elaborazione, di nutrimento, di accudimento, quando gli uomini devono ricordare chi sono.

Il suo colore è quello del grano maturo, del sole di fine estate, del nostro corpo e della natura che riposano dopo aver dato tutto.
È la terra che accoglie, che nutre, che trasforma.
Il Drago Giallo non cerca di andare da nessuna parte, perché sa che tutto accade qui, in questo istante.

La Terra, nella filosofia dei Cinque Movimenti, è il centro dell’anno e dell’essere. È quel momento di passaggio tra una stagione e l'altra.
È ciò che connette e armonizza, che trasforma il raccolto delle stagioni in nutrimento ed energia.
Nel corpo, questa forza è la Milza, che elabora, assimila, trasforma, non solo il cibo che mangiamo, ma anche i nostri pensieri, le esperienze che viviamo, le emozioni che proviamo.

Quando l’energia della Terra è in equilibrio, ci sentiamo stabili, pieni, soddisfatti, grati.
Quando si indebolisce, nasce la preoccupazione: la mente mastica troppo, si aggroviglia su sé stessa, digerisce poco, si perde nei “se” e nei “ma”.
È come se stessimo continuando ad arare e rigirare la terra su sé stessa senza mai seminare nulla.

Il Drago Giallo ci invita sempre a ritrovare la fiducia.
A smettere di cercare o pretendere di controllare ogni cosa e a credere che, sotto la superficie, la vita e l'Universo stiano lavorando per noi.
Che non serve scavare e vederla dal vero, per sapere che sottoterra una radice sta crescendo.
Che a volte il modo migliore per muoversi è restare fermi, ascoltare, lasciar decantare, lasciar fluire, o come direbbero i cinesi "wu wei".

C’è sempre un momento, durante le nostre giornate frenetiche, in cui la corsa può perdere senso, in cui ci possiamo permettere di fermarci, di rallentare.
E allora ci sediamo.
Ci versiamo un caffè, guardiamo fuori dalla finestra, e possiamo capire che la pace non arriva necessariamente da qualcosa di nuovo, di eccezionale, di esterno, ma molto spesso può arrivare semplicemente dal modo in cui guardiamo ciò che già è di fronte a noi.
È lì che vive il Drago Giallo: nel silenzio dopo il rumore, nella calma dopo la tempesta.

La Terra è accoglienza. È il gesto di chi cucina per gli altri, di chi ascolta senza giudicare, di chi sa farsi spazio dentro per far posto al mondo.
È la madre che nutre, ma anche il padre che sostiene. È il corpo che ci ancora al presente, mentre la mente corre altrove.

Essere nel movimento della Terra significa imparare a fidarsi del ritmo naturale delle cose.
Non forzare, non anticipare, non rimandare.
Accettare che tutto ciò che arriva, anche un rallentamento, uno stop, una pausa, anche il dubbio o l’incertezza, ha un senso nel grande ciclo della nostra vita.

Il Drago Giallo non chiede a nessuno di volare, ma chiede a ciascuno di noi di sentire.
Di sentire il suolo sotto i piedi, il battito del cuore nel petto, la nostra voce che dice “sono qui, e va bene così”.
Perché solo chi sa restare, chi sa essere nel presente, hi è soddisfatto e nutrito, può davvero ripartire nel modo migliore.

È la saggezza di chi ha capito che la forza non è necessariamente spinta, ma è sempre presenza.
Che crescere non è solo fare di più, fare più presto, avere prestazioni sempre migliori, ma essere e sentirsi più interi, più completi.
Che la vera ricchezza non sta in ciò che riusciamo ad accumulare da qualche parte, ma in ciò che riusciamo a digerire, trasformare, elaborare, condividere.

Il Drago Giallo vive in chi riesce a rallentare senza sentirsi in colpa. In chi ringrazia prima ancora di ricevere.
In chi non ha più bisogno di dimostrare nulla a nessuno, nemmeno a sé stesso, perché ha imparato ad appartenere ad essere.

E allora, in un pomeriggio qualunque, mentre il sole scivola lento sui tetti, possiamo capire che la felicità è una cosa più semplice di quello che può sembrare: stare dove siamo, interi, vivi, presenti.
E nel silenzio che segue, se ascoltiamo bene, probabilmente riusciremmo quasi a sentire il respiro del Drago Giallo, che dorme quieto e tranquillo nel cuore e nel grembo della nostra madre Terra, custodendo il centro del mondo.

 

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