La tristezza è un'emozione silenziosa, profonda, quasi invisibile, che non esplode, non urla, non si impone con forza, ma scende piano piano dentro di noi e ci resta.
Nella Medicina Tradizionale Cinese, anche la tristezza è un movimento del Qi, un movimento che contrae, che raccoglie, che porta l'energia verso l’interno ed è legata all’Elemento Metallo.
Il Metallo è ciò che resta quando tutto il resto è stato trasformato, è l'essenziale, rappresenta tutto ciò che è puro, è ciò che separa il necessario dal superfluo.
In natura corrisponde all’autunno, cioè quella stagione in cui le foglie cadono, la luce cambia, la vita si ritira all'interno della terra, seguendo quel movimento energetico che non è una morte, una fine, ma è l'inizio di una trasformazione.
Nel corpo, il Metallo è governato dai Polmoni, che sono il confine tra l'interno e l'esterno, ciò che ci permette di entrare in relazione con il mondo, inspirando ciò che è nuovo ed espirando e buttando fuori ciò che non serve più. I Polmoni in questo senso sono alla base del ritmo della vita.
La tristezza ha una sua direzione precisa, che è quella del contrarre l'energia. Rallenta il Qi, lo raccoglie verso l’interno e per questo si manifesta spesso con respiro corto, senso di oppressione, voce debole, proprio come se qualcosa si chiudesse.
Il respiro è proprio il ponte tra il nostro corpo e questa emozione. Quando siamo tristi, infatti, respiriamo meno, respiriamo superficialmente, tratteniamo il fiato ed il respiro. La tristezza blocca il respiro e il respiro blocca la tristezza in un dialogo continuo che si avvolge su sé stesso.
In generale si notano due forme della tristezza:
- La tristezza acuta (il lutto):quella tristezza intensa, profonda., legata generalmente ad una perdita, che può bloccare il Qi, disperdere energia, creare uno shock emotivo;
- La tristezza cronica: questo genere di tristezza è più sottile., più costante, un sottofondo, una nebbia e consuma lentamente energia, vitalità, chiarezza, indebolendo il Qi dei Polmoni nel tempo.
Il tema centrale del Metallo è quello del lasciare andare. I Polmoni lo fanno a ogni respiro, il Grosso Intestino lo fa ogni giorno. Entrambi ci insegnano comunque la stessa cosa, ovvero che non possiamo trattenere tutto. Quando non riusciamo a lasciare andare nasce la tristezza, si crea un blocco, il Qi si contrae.
La tristezza in questo senso è funzionale e ci serve a creare uno spazio, un vuoto, che però non è visto solo come perdita di qualcosa o di qualcuno, ma come una possibilità, un luogo da riempire con energia o persone nuove, quello spazio dove qualcosa di più bello e di migliore può rinascere.
Ogni elemento ha una voce e quella del Metallo è il pianto, che non sempre è udibile e visibile, a volte rimane interno, trattenuto, silenzioso e resta dentro.
La tristezza si manifesta nel corpo attraverso l'oppressione toracica, il respiro corto, le spalle chiuse, la voce debole. In sostanza il nostro corpo si chiude, come se volesse proteggersi.
A proposito di protezione, i Polmoni governano anche la pelle. Quando il Metallo è in equilibrio il nostro confine è sano, il contatto con il mondo esterno è naturale. Quando è in squilibrio, invece, si diventa troppo chiusi o troppo vulnerabili.
Il Metallo come abbiamo detto è l’autunno, cioè quel tempo dedicato alla riflessione, al rallentamento, all'interiorizzazione, il momento in cui la natura lascia andare. Se resistiamo a questo processo naturale, soffriamo.
La tristezza quindi è un vero e proprio passaggio, che serve ad elaborare, integrare, trasformare. Senza tristezza è come se non ci fosse profondità.
Quando la tristezza viene repressa, questa emozione si "blocca" nel corpo, diventa stagnazione e indebolisce i Polmoni. Questo può manifestarsi con tosse, stanchezza, sensazione di vulnerabilità.
In sostanza il Metallo insegna un ciclo naturale molto semplice, cioè prendere, trasformare, lasciare. Se anche solo uno di questi passaggi manca, nasce lo squilibrio.
Per riequilibrare questa energia si può utilizzare il respiro (profondo, lento, consapevole), il contatto con la natura (aria pulita, spazi aperti), il calore "dolce" (cibi caldi e semplici), o i cosiddetti "rituali di rilascio" (scrivere, lasciare andare, chiudere cicli).
Il Metallo quindi in un certo senso è anche coraggio, coraggio di chiudere, separarsi, trasformare. Quando il Metallo è in equilibrio il nostro respiro è libero, la mente è chiara e le emozioni scorrono armoniosamente. In questo caso la tristezza si trasforma e diventa lucidità ed essenzialità.
È proprio questo il passaggio che ci mostra il Metallo, ci insegna a lasciare andare, a respirare, a trasformare, perché se ci pensiamo ogni espirazione è un po' come una piccola morte e ogni inspirazione è una nuova possibilità.
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