
La gioia è un'emozione che apre, espande, illumina, connette. È un movimento verso l’esterno, verso l’alto, verso l’altro.
Nella Medicina Tradizionale Cinese, la gioia è l’emozione del Fuoco ed è profondamente legata al Cuore.
Il Fuoco è l’elemento più yang, è calore, è luce, è movimento, rappresenta tutto ciò che ci permette di entrare in relazione, esprimerci, connetterci.
È collegato all’estate, la stagione che rappresenta il culmine dell’energia Yang.
Nel corpo umano, questo movimento è governato dal Cuore. Il Cuore nella visione occidentale, il cuore è una pompa che spinge il nostro sangue, mentre nella Medicina Cinese, è molto di più. È la dimora dello Shen.
Lo Shen è quell'energia sottile che rappresenta la coscienza, la presenza, lo spirito, la lucidità. È ciò che rende vivi non solo nel corpo, ma anche nella mente. Quando il Cuore è in armonia lo Shen è stabile, la mente è chiara, le emozioni sono fluide e la gioia nasce naturalmente, in un modo che non è euforia o eccitazione, ma è quella gioia caratteristica di una serenità luminosa.
Ma anche la gioia può rappresentare uno squilibrio energetico. Quando è eccessiva, infatti, agita lo Shen, disperde il Qi, destabilizza il Cuore, non è più gioia, è più eccitazione. Un Fuoco troppo intenso brucia, consuma, agita e si manifesta con insonnia, agitazione, risate inappropriate, difficoltà a concentrarsi. Lo Shen in questo caso si dice che non è più "radicato", è disperso.
Il suono del Fuoco è la risata. Anche sotto questo aspetto esiste un equilibrio: una risata armoniosa rilassa, apre, connette, mentre una risata eccessiva disperde energia, nasconde instabilità, rompe il centro.
La gioia in generale è un movimento di espansione, fa salire il Qi, lo distribuisce verso l’esterno; per questo motivo illumina il volto, apre lo sguardo, rende il corpo leggero.
Il Cuore si manifesta nel volto. Quando è in equilibrio il viso è luminoso, gli occhi brillano, l’espressione è viva. Quando invece è in squilibrio il volto può essere agitato, lo sguardo disperso, l’espressione instabile.
Il Fuoco è relazione, è ciò che ci connette agli altri. Quando è armonico siamo aperti, siamo presenti, siamo empatici. Quando è eccessivo diventiamo dispersivi, perdiamo centratura, cerchiamo stimoli continui.
La gioia eccessiva porta quindi ad una dispersione di energia, è come se fosse accesa una fiamma troppo alta, magari bella da vedere, ma fortemente instabile. Il rischio in questo caso è quello di perdere radicamento, concentrazione, profondità.
Il Cuore governa anche il sonno. Quando lo Shen è stabile il sonno è profondo, il riposo è rigenerante. Quando è agitato si verificano insonnia, sogni intensi, risvegli frequenti.
Come abbiamo detto la stagione del Fuoco è l’estate, cioè quel periodo dell'anno in cui vengono più naturali l'apertura, la socialità, l'espansione. Ma anche qui serve equilibrio, troppo calore consuma, troppa attività disperde.
La vera gioia non è quindi l'eccitazione, è presenza, cioè quello stato interno stabile, sereno, che non dipende dagli eventi esterni. È una qualità del nostro Shen.
Ma qual'è la differenza tra gioie ed euforia? L’euforia è intensa, è instabile, è temporanea, mentre la gioia è calma, è profonda, è duratura.
Accanto al Cuore c’è il Pericardio, che è il suo protettore, sia da un punto di vista fisico che dal punto di vista energetico proprio della Medicina Tradizionale Cinese. Il Pericardio regola le relazioni, filtra le emozioni, protegge lo Shen dagli eccessi.
Per mantenere in equilibrio il nostro Fuoco e la nostra gioia, quindi, le parole chiave sono: moderazione (evitare gli eccessi di stimoli), presenza (restare nel momento), instaurare e coltivare relazioni autentiche (non "dispersive"), il riposo (per evitare il consumo).
La gioia è quindi un dono, è felicità, uno stato di equilibrio del Cuore, è la luce dello Shen che si manifesta, è tutto ciò che rende la nostra vita luminosa, ma come ogni fuoco, va alimentata, custodita ed ha bisogno di misura, perché solo un Fuoco equilibrato può illuminare senza distruggere.
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