Ci sono ferite, stanchezze o difficoltà che sentiamo forti e potenti nel nostro corpo, nella nostra mente o nel nostro spirito, ma che non iniziano da noi e non sono soltanto nostre. A volte le chiamiamo "sfortuna" o "destino", altre volte le chiamiamo "carattere", altre ancora diciamo "è sempre stato così nella mia famiglia".

Le costellazioni familiari parlano di irretimenti, di movimenti dell’anima, di un campo energetico che conserva memoria. La Medicina Tradizionale Cinese in questi casi parla di Jing, di Yuan Qi, di meridiani, di antenati che respirano e vivono dentro il nostro corpo e il nostro sangue. In entrambi i casi si parla di vibrazioni e di energie, forse stanno dicendo la stessa cosa, ma con parole diverse.


Il Jing: ciò che non abbiamo scelto

Nella visione energetica della Medicina Tradizionale Cinese, il Jing è l’Essenza. Una parte di questa energia (il Jing del "cielo Anteriore", quello prenatale) è ciò che riceviamo al momento del concepimento. È il nostro patrimonio che nasce dall’incontro del Jing di nostro padre e del Jing di nostra madre. È una sorta di memoria "condensata".

Secondo questa visione il Jing rappresenta il potenziale vitale, la radice della crescita, il fondamento della fertilità, la base della longevità, la sostanza della nostra struttura fisica e psichica.

Le costellazioni familiari parlano di "appartenenza", mentre la MTC direbbe: “Tu sei fatto della stessa Essenza di chi ti ha preceduto”. Il senso è che non puoi separarti dal Jing dei tuoi genitori. Puoi solo trasformarne l’espressione.


Jing e destino: il mandato ancestrale

Come dicevo, secondo la Medicina Cinese, esistono due aspetti del Jing:

  1. Jing prenatale (Xian Tian Jing): quello ereditato

  2. Jing postnatale (Hou Tian Jing): quello che coltiviamo con alimentazione, respiro, stile di vita

Il Jing prenatale è la nostra radice invisibile. È il “campo” da cui partiamo.

Se nella linea genealogica ci sono traumi non risolti, lutti improvvisi, esclusioni, vergogna, segreti, violenze, queste informazioni non sono soltanto psicologiche. Sono vibrazioni energetiche che arrivano a noi e possono indebolire o contrarre il  nostro Jing.

Il Rene (Shen) in MTC è la casa del Jing. E il Rene è anche la casa della paura. Quante paure non sono nostre? Quante fragilità vengono da molto lontano?

Quando in una costellazione si ristabilisce l’ordine, quando un figlio smette di portare il destino del nonno, quando una figlia restituisce simbolicamente alla madre il suo dolore, quando un escluso viene reintegrato, succede qualcosa, il Jing smette di essere contratto, la radice si rilassa, la paura si scioglie.È un movimento energetico, che lavora su corpo, mente e spirito.

Secondo la Medicina Cinese dal Jing nasce la Yuan Qi, la nostra energia originaria, che scorre attraverso i Meridiani Straordinari, non nei principali.

Ed è qui che il parallelo con le costellazioni familiari diventa potente e profondo.

I meridiani straordinari, infatti, non sono legati a un organo singolo. Sono strutture profonde che regolano lo sviluppo embrionale, la trasmissione ancestrale, la struttura ossea, l'identità, il radicamento. Sono il luogo energetico dove potremmo collocare la memoria transgenerazionale. I meridiani straordinari coinvolti nel lavoro sugli antenati sono quindi:

1️⃣ Du Mai (Vaso Governatore)

Collega la colonna vertebrale. È l’asse della volontà e dell’identità. Lavora sul mandato paterno e sulla struttura. Quando è squilibrato si verifica rigidità, eccesso di controllo, difficoltà ad assumere il proprio posto

2️⃣ Ren Mai (Vaso Concezione)

È l’asse materno. Governa il nutrimento, l'accoglienza, il grembo. Quando è contratto ci sono difficoltà a ricevere, vergogna del corpo, problemi di relazione primaria.

3️⃣ Chong Mai (Vaso Penetrante)

È chiamato “Mare del Sangue”. È il meridiano genealogico per eccellenza. Collega sangue, utero, cuore, identità profonda. Se c’è un trauma ancestrale, spesso il Chong Mai è coinvolto.

4️⃣ Dai Mai (Vaso Cintura)

Tiene insieme l'alto e basso. Tiene insieme passato e presente. Quando è debole si verificano dispersione, confusione identitaria, ripetizione ciclica di dinamiche familiari. 

5️⃣ Yin Qiao e Yang Qiao Mai

Regolano il modo in cui ci muoviamo nel mondo. Equilibrano polarità maschile e femminile interiori.

Gli organi coinvolti nel lavoro ancestrale, invece, sono:

Rene 

Radice del Jing. Paura, sopravvivenza, memoria profonda.

Fegato 

Gestisce il flusso del Qi. Rabbia transgenerazionale, frustrazione non espressa.

Milza 

Trasforma il nutrimento. Porta il peso emotivo della famiglia.

Cuore 

Integra e armonizza. Dona senso.

 

Secondo la MTC, quindi, i traumi ancestrali sono visti come blocchi energetici. Un trauma non elaborato può manifestarsi come un vuoto di Rene, una stagnazione dell'energia del Fegato, una disarmonia del Chong Mai, un eccesso nel Du Mai, un collasso nel Ren Mai. Il sintomo diventa linguaggio. La ripetizione diventa fedeltà.

Cinque possibili punti per lavorare sugli antenati potrebbero essere questi:


1️⃣ KI3 (Taixi) – Rene 3

Tonifica il Jing. Rafforza la radice. Aiuta a distinguere la propria paura da quella ereditata.


2️⃣ CV4 (Guanyuan) – Ren Mai

Nutre il Jing. Rinforza l’energia originaria. Aiuta a sentirsi sostenuti dalla linea materna senza esserne schiacciati.


3️⃣ SP4 (Gongsun) – Apertura del Chong Mai

Permette di lavorare sul “mare del sangue”. Ideale nei casi di traumi ripetitivi nella linea familiare.


4️⃣ BL23 (Shenshu) – Shu del Rene

Agisce direttamente sulla radice ancestrale. Utile nei vissuti di insicurezza profonda.


5️⃣ LR3 (Taichong) – Fegato 3

Libera stagnazioni emotive. Scioglie rabbie ereditarie.
Permette al Qi di fluire nel presente.

Il lavoro vero da fare secondo la Medicina Cinese, quindi, è quello di trasformare, non di cancellare. La MTC non cerca di eliminare il Jing ereditato. Non possiamo farlo. Possiamo solo nutrirlo, armonizzarlo, renderlo più flessibile, permettere al Qi di circolare. Allo stesso modo nelle costellazioni familiari, non si tratta di tagliare i legami, si cerca di rimetterli in ordine. Accettare per trasformare.

In questo senso il Rene insegna una cosa fondamentale: la forza nasce dall’accettazione della propria radice. Quando diciamo interiormente: “Vi vedo. Vi riconosco. Vi onoro. Ma il vostro destino non è il mio.” accade qualcosa dentro di noi di molto simile a una tonificazione del Jing. La colonna si raddrizza. Il respiro scende. Il cuore si apre. 

Il Jing non è solo peso e difficoltà energetiche. È anche talento. È anche saggezza antica. È anche intuizione. Dentro di noi, quindi, non vivono solo i traumi degli antenati. Vivono anche le loro risorse. Il compito non è liberarsi dal passato. È diventare un ponte.

Per costruire questo ponte le costellazioni familiari parlano di ordine dell’amore. La Medicina Tradizionale Cinese parla di armonia del Qi. Entrambe suggeriscono la stessa cosa: noi non siamo un individuo isolato. Siamo un nodo di energia in una rete antica.

Il Jing è la radice. Il Qi è il movimento. Lo Shen è la coscienza che può scegliere.

E forse la guarigione non è altro che questo: Prendere l’Essenza ricevuta. Ringraziare. E trasformarla in qualcosa di più ampio.

  

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