Yin Yang

Prima ancora delle emozioni, prima degli organi, prima dei meridiani, dei punti o dei sintomi, in Medicina Cinese esiste un principio energetico, un movimento invisibile, naturale, una danza silenziosa, un’alternanza continua e inarrestabile tra due energie.. ed è da lì che nasce tutto.

Nella Medicina Tradizionale Cinese, questo principio ha i nomi di due energie: Yin e Yang.

Spesso questi concetti vengono interpretati come opposti, vengono associati a luce e buio, giorno e notte, caldo e freddo. Questa visione è corretta, ma incompleta. Yin e Yang , infatti, non sono due cose separate, ma sono i due aspetti energetici della stessa realtà, due modalità attraverso cui si manifesta la stessa energia: il Qi.

Secondo la visione taoista, tutto nasce dall’Uno, dal Tao appunto, da cui emergono due polarità, lo Yin e lo Yang, attraverso una "differenziazione" più che una vera e propria "divisione".

Lo Yin è ciò che raccoglie, in generale è interno, freddo, quieto, ricettivo, profondo, notte, acqua, radice. Nel corpo questa energia si manifesta in tutto quello che riguarda la materia, il sangue, i fluidi, la struttura, in tutto ciò che nutre e sostiene.

Lo Yang è ciò che si esprime, tutto ciò che è esterno, caldo, attivo, dinamico, luminoso. È il giorno, il fuoco, l’azione. Nel nostro corpo, lo Yang è rappresentato dal movimento, dalla funzione, dall’attività, dalla trasformazione.

Il punto fondamentale è rappresentato dal comprendere che Yin e Yang non si oppongono, ma si completano. Proprio come i due lati della stessa montagna, uno in ombra, l'altro al sole. Entrambi necessari per definire la montagna stessa.

Il famoso simbolo del Taijitu, che illustra il concetto di Yin e Yang, racconta in una maniera grafica ed immediata tutto questo. Esso, infatti, non è diviso in modo rigido, lineare, netto, è fluido, curvo,  rappresenta un movimento. Esso inoltre contiene un altro dettaglio fondamentale, cioè che nello Yin c’è sempre un seme, un piccolo pallino di Yang e nello Yang c’è un seme di Yin. Perché nella visione taoista nulla è mai assoluto.

Anche la salute, secondo la Medicina Cinese, segue la stessa logica, non è uno stato fisso, è garantita solo da un equilibrio dinamico, un continuo adattamento delle nostre energie, quasi come se fosse un funambolo che cammina su una corda tesa tra lo Yin e lo Yang. Se lo Yin aumenta troppo, allora lo Yang si indebolisce, se lo Yang aumenta troppo, lo Yin si consuma.

Yin e Yang non sono quindi concetti statici, ma si trasformano continuamente l'uno nell'altro: il giorno diventa notte, il caldo diventa freddo, l’attività diventa riposo. Questo è il ciclo naturale delle cose, anche se pensiamo all'evolversi delle stagioni, all'andamento della vita umana, a come vivono le piante. Quando una tipologia di energia raggiunge il  suo apice, il suo massimo, inizia a trasformarsi nel suo opposto.

L’essere umano è un riflesso dell’universo, un piccolo grande microcosmo. Anche nel corpo, quindi, troviamo espressi i concetti di Yin e Yang: gli Organi Zang sono Yin, i Visceri Fu sono Yang, il sangue è Yin, il Qi è Yang, la struttura è Yin, la funzione è Yang.

Lo Yin in generale può essere visto come ciò che conserva, è la riserva, ciò che permette allo Yang di esistere. Senza Yin non c’è nutrimento, non c’è stabilità, non c’è profondità. È la "base".

Lo Yang, invece, può essere visto come ciò che "utilizza", è il movimento, ciò che rende visibile la vita. Senza Yang non c’è attività, non c’è trasformazione, non c’è calore.

Yin e Yang, quindi, evidentemente non possono esistere separati, si creano a vicenda, si controllano a vicenda, si trasformano a vicenda, come accade per l'inspirazione e l'espirazione, se uno si blocca, anche l’altro si altera.

La vita è un ritmo continuo, giorno e notte, attività e riposo, espansione e contrazione. Questo ritmo è quello dello Yin e dello Yang, quando è armonico c'è salute, quando si rompe c'è malattia.

Lo Yin nel tempo cresce di notte, in inverno, nel riposo, nel silenzio, è il tempo dell’interiorità. Lo Yang nel tempo cresce di giorno, in estate, nel movimento, nell’azione, è il tempo dell’espressione.

La malattia, nella Medicina Cinese, è sempre rappresentata da uno squilibrio, che può essere:

  • Eccesso di Yang: agitazione, calore, insonnia
  • Carenza di Yin: secchezza, debolezza, instabilità
  • Eccesso di Yin: freddo, stagnazione, lentezza
  • Carenza di Yang: affaticamento, freddolosità, mancanza di energia

Lo Yin è tutto ciò che nutre il sonno, il silenzio, la lentezza, la profondità, è ciò che spesso viene trascurato. Oggi noi viviamo in una società profondamente Yang, veloce, attiva, stimolante, costante. Il rischio quindi è quello di consumare lo Yin. Quando lo Yin si esaurisce o è debole non c’è più radice, lo Yang diventa instabile, nasce agitazione, l'energia è come quella di un fuoco senza base. In questo caso la medicina cinese in questo caso tenta di ripristinare l’equilibrio, per fare questo non prova a spegnere il fuoco, ma prova a nutrire l’acqua, non blocca il movimento, rinforza la radice.

Il segreto non è quindi quello di dover per forza scegliere tra Yin o Yang, il vero segreto è quello di riuscire ad armonizzarli (attività e riposo, movimento e quiete, espressione e interiorità). In questo senso il nostro corpo ci parla continuamente: quando proviamo stanchezza ad esempio abbiamo bisogno di Yin, quando siamo agitati c'è un eccesso di Yang. Riuscire a percepire queste sfumature e queste richieste, ascoltare il nostro corpo, è già medicina.

Yin e Yang, quindi, non sono due, ma sono uno, sono due aspetti della stessa danza, nella loro armonia, nel loro continuo trasformarsi, nel loro dialogo e nel loro equilibrio dinamico nasce la salute, che non si trova scegliendo tra luce e ombra, ma imparando a stare nel loro incontro.

  

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