Il papilloma virus, conosciuto come HPV (Human Papilloma Virus), è un ospite silenzioso che accompagna la vita umana da sempre. La medicina occidentale lo descrive con precisione come un virus a DNA, capace di colonizzare le cellule epiteliali della pelle e delle mucose. Ne esistono oltre 200 varianti, alcune innocue, altre responsabili di verruche cutanee, altre ancora di lesioni genitali, e le più insidiose di tumori della cervice uterina, dell’ano, del pene, della gola.
La sua natura subdola è duplice: può restare silente per anni, nascosto nelle cellule, oppure manifestarsi con segni evidenti e dolorosi. È un virus che “non sempre si fa vedere”, e questa sua caratteristica lo rende molto insidioso.
Per la medicina occidentale, la prevenzione è la via maestra. Il vaccino, introdotto negli ultimi anni, rappresenta un passo enorme nella protezione, soprattutto delle donne giovani, ma anche degli uomini. Lo screening, come il Pap-test e l’HPV test, diventa lo strumento per individuare precocemente lesioni cellulari e fermare la strada verso il tumore.
Eppure, oltre ai dati scientifici, c’è una dimensione più profonda da cogliere. Il papilloma virus si insinua là dove la pelle e le mucose si incontrano, nei luoghi della vulnerabilità e dell’intimità. Colpisce l’epidermide, il confine tra l’interno e l’esterno, e spesso si trasmette attraverso la sessualità, il contatto più intimo tra due esseri umani.
Per la Medicina Tradizionale Cinese, il virus non è visto come un’entità separata dal resto dell'essere umano, ma è considerato un “vento patogeno” che si insinua quando le difese energetiche del corpo si indeboliscono. La Wei Qi, l’energia difensiva, quando è fragile o dispersa, non riesce a bloccare l’ingresso di agenti esterni.
Il papilloma virus trova terreno fertile soprattutto là dove c’è un disequilibrio tra Rene, Fegato e Milza:
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Il Rene, custode del Jing, è la radice della vitalità e della sessualità. Quando il suo Jing è debole, la protezione profonda vacilla.
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Il Fegato, che governa il libero fluire del Qi, se bloccato da emozioni represse (rabbia, risentimento, vergogna), genera calore e umidità che favoriscono la permanenza di agenti patogeni.
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La Milza, che trasforma e trasporta, se indebolita, crea umidità interna, terreno fertile per le proliferazioni virali.
Il virus, in questa prospettiva energetica e simbolica, diventa un simbolo di un conflitto con i propri confini, con la propria intimità, con la difficoltà di riconoscere e rispettare il proprio corpo come tempio sacro. Non a caso colpisce spesso luoghi legati alla sessualità, alla procreazione, al piacere. È come se chiedesse: quale parte di te lasci violare senza difenderti? quale parte di te non riconosci come sacra?
Il trattamento quindi non mira solo a "scacciare" il virus, ma a rafforzare il "terreno energetico" della persona affinché il corpo diventi meno vulnerabile e più resiliente.
Gli obiettivi sono:
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Tonificare il Rene e il Jing – per rafforzare la radice vitale e sessuale.
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Drenare Umidità e Calore – spesso presenti in infezioni croniche e lesioni genitali.
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Liberare il Fegato – affinché le emozioni possano fluire, evitando stagnazioni.
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Rafforzare la Milza – per prevenire accumuli patologici e proliferazioni.
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Potenziare il Wei Qi – come scudo contro le aggressioni esterne.
Cinque punti di agopuntura per sostenere nei casi di papilloma virus
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ST36 – Zu San Li (Tre Miglia della Gamba)
Sotto il ginocchio. Rafforza il Qi generale, sostiene la Milza e l’immunità. È il “punto della forza”. -
SP9 – Yin Ling Quan (Fonte della Collina dello Yin)
Sotto il ginocchio, lato interno. Elimina Umidità, drena accumuli, pulisce il terreno su cui il virus prolifera. -
LR3 – Tai Chong (Grande Assalto)
Sul dorso del piede. Libera il Qi del Fegato, riduce tensione emotiva e calore interno. -
KI3 – Tai Xi (Grande Corrente)
Vicino alla caviglia interna. Rafforza il Rene, nutre Yin e Jing, sostiene la vitalità profonda. -
CV4 – Guan Yuan (Porta dell’Origine)
Sotto l’ombelico. Nutre l’energia originaria, armonizza la sfera sessuale, rafforza la difesa dell’utero.
Altre discipline olistiche affrontano la questione:
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Ayurveda: lavora su Ojas, l’essenza vitale, con alimenti sattvici, piante come neem e curcuma, pratiche di purificazione (panchakarma).
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Naturopatia: utilizza rimedi immunostimolanti come echinacea, astragalo, reishi, vitamina C e zinco.
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Psicosomatica: interpreta l’HPV come legato a ferite della sfera sessuale e relazionale: difficoltà a sentirsi sicuri, colpevolezza, mancanza di fiducia.
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Yoga e meditazione: pratiche sul chakra sacrale (Svadhisthana) aiutano a riconnettersi con l’intimità e il piacere, restituendo dignità al corpo.
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Qigong: esercizi di respirazione e movimenti per rinforzare Rene e Milza, portando equilibrio tra Yin e Yang.
Il papilloma virus è, nella medicina occidentale, un agente patogeno chiaro, identificabile e affrontabile con strumenti di prevenzione e cura. Ma se ci fermiamo qui, rischiamo di vedere solo metà della realtà. Secondo la MTC, il virus è anche un messaggero: ci parla dei nostri confini, della nostra intimità, della capacità di onorare e difendere la parte più sacra di noi stessi. È un invito a rafforzare non solo il corpo, ma anche lo spirito, a liberarci dalle emozioni stagnanti e a riconoscere che la sessualità è parte del sacro, non un luogo di vulnerabilità.
Curare l’HPV significa, dunque, curare il terreno fisico ed energetico, imparando a difendere la propria pelle e il proprio cuore. È un percorso di ritorno a se stessi, dove il corpo non è campo di battaglia, ma un tempio sacro, pieno di luce da custodire.
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