Le intolleranze alimentari e la Medicina Cinese

 

Ci sono corpi che quando sono in difficoltà tacciono e non danno alcun segno, altri che invece gridano forte, anche senza voce.
A volte questo grido di allarme si manifesta con gonfiori, stanchezza, pesantezza dopo aver mangiato. È un po' come se il nostro corpo ci stesse dicendo “questo non mi nutre più”, anche se per anni quel sapore ci è piaciuto e ci è stato familiare. Così nascono le intolleranze alimentari, un dialogo interrotto tra noi e quella particolare sostanza che dovrebbe sostenerci.

Nella visione biomedica occidentale, le intolleranze alimentari rappresentano una reazione anomala e ritardata del sistema immunitario o metabolico a determinati alimenti.
Non si tratta di allergie vere e proprie, in cui il sistema immunitario produce anticorpi IgE in risposta immediata, ma si tratta di una sorta di ipersensibilità di tipo differente, più sottile, che coinvolge spesso:

  • alterazioni del microbiota intestinale,

  • permeabilità aumentata della mucosa intestinale,

  • sovraccarico epatico,

  • disbiosi,

  • stress cronico e infiammazione di basso grado.

E' come se il corpo si infiammasse lentamente, un po' come un fuoco che non divampa con una fiamma alta e potente, ma arde sotto la cenere.
Spesso si manifesta con sintomi sfumati: gonfiore, cefalea, stanchezza, irritabilità, dolori diffusi, disturbi cutanei o digestivi.

La medicina occidentale oggi riconosce che il sistema immunitario intestinale (GALT) e la flora batterica sono protagonisti del nostro equilibrio: se la barriera intestinale si indebolisce, ciò che doveva nutrirci diventa nemico. Il cibo, da veicolo di vita, diventa invece una fonte di conflitto.

In Medicina Tradizionale Cinese, il cibo non è solo nutrimento materiale, ma energia cosmica condensata, che entra nel nostro organismo e dialoga con i nostri meridiani, i nostri organi, la nostra Anima (Shen).
Mangiare, dunque, è un atto sacro: significa intrecciare e nutrire il mondo dentro di noi.

Le intolleranze alimentari in questo senso sono viste come fratture nella capacità di "accogliere e trasformare".
Il Centro (rappresentato dalla Milza e dallo Stomaco) è il luogo della trasformazione del cibo in Qi (energia vitale).
Quando questo Centro è debole, l’individuo non riesce più a "trasformare" ciò che riceve, né fisicamente né emotivamente.

Così come il corpo non digerisce più certi alimenti, l’anima non digerisce più certe esperienze. Le intolleranze diventano quindi un simbolo del rifiuto o della saturazione: abbiamo assorbito troppo, troppo in fretta, troppo a lungo. E allora il corpo si difende come può: chiude le sue porte.

Ogni intolleranza racconta una storia di limite. Racconta la fatica di "stare al mondo" in modo permeabile. Chi soffre di intolleranze spesso ha un’anima sensibile, che percepisce più del necessario, che assorbe emozioni e pensieri altrui come spugna. Il corpo, allora, diventa un po' come un custode: blocca ciò che la coscienza non sa più filtrare.

La MTC direbbe che lo Stomaco e la Milza non riescono più a "sollevare il puro" e a "separare il torbido".
Il Fegato, sovraccarico di emozioni represse, ostacola il movimento armonioso del Qi, interferendo con la digestione.
Il Cuore, turbato, perde la capacità di governare la mente chiara (Shen). E così la digestione , visto come un atto sacro di trasformazione, si inceppa inesorabilmente.

Il primo passo per aiutare il nostro corpo è quindi quello di provare a riaccendere il Fuoco del Centro (Milza e Stomaco).
Questo fuoco è la fornace della vita, il luogo dove il cibo e le emozioni si trasformano in sostanza vitale.
Quando è debole, compare "Umidità interna" (Shi), che appesantisce sia il corpo che la mente.
Si lavora per asciugare l’Umidità, muovere il Qi del Fegato e tonificare la Milza.

I principi energetici fondamentali da innescare sono:

  1. Tonificare la Milza e armonizzare lo Stomaco.

  2. Rimuovere l’Umidità e il Muco (Tan).

  3. Regolare il Qi del Fegato per favorire la libera circolazione.

  4. Sostenere il Cuore e calmare lo Shen.

  5. Disintossicare il Fegato e rafforzare il Sangue (Xue).

In questo senso cinque punti che possono aiutare ad ottenere questo risultato sono i seguenti.

  1. ST36 – Zusanli (Tre miglia del piede)
    → Punto fondamentale per tonificare la Milza e lo Stomaco.
    Rafforza il Qi, sostiene il metabolismo e migliora la digestione fisica e mentale.
    È come un fuoco che riaccende la vita nel centro dell’addome.

  2. SP6 – Sanyinjiao (Incontro dei tre Yin)
    → Incontra i meridiani di Milza, Fegato e Rene.
    Regola i fluidi, dissolve l’umidità e armonizza il corpo.
    È il punto della trasformazione profonda: dove il nutrimento diventa energia.

  3. LV13 – Zhangmen (Porta del Capitano)
    → Punto Mu del Fegato, regola la relazione tra Fegato e Milza.
    Aiuta nei casi in cui lo stress e la tensione emotiva bloccano la digestione.
    È la porta che libera l’energia trattenuta dal corpo e dall’anima.

  4. CV12 – Zhongwan (Centro del corpo)
    → Punto Mu dello Stomaco e punto influente dei Fu (organi cavi).
    Armonizza la funzione digestiva e calma il “ribellarsi del Qi” verso l’alto.
    È il centro della fornace alchemica del corpo.

  5. ST25 – Tianshu (Asse Celeste)
    → Punto Mu del Grosso Intestino, regola la trasformazione e l’espulsione.
    Aiuta a liberare ciò che deve uscire, sia fisicamente che simbolicamente.
    È il punto del “lasciar andare”.

Altri "strumenti" della Medicina Tradizionale Cinese che possono aiutare in caso di intolleranze alimentari sono:

  • Fitoterapia:
    Uso di formule classiche come Shen Ling Bai Zhu San o Ping Wei San per tonificare la Milza e drenare l’Umidità.
    In caso di stress, si può aggiungere Xiao Yao San per armonizzare il Fegato.

  • Dietetica energetica:
    Evitare cibi freddi, crudi o umidi (latticini, zuccheri raffinati, farine bianche).
    Privilegiare cibi tiepidi e dolci naturali, zuppe, cereali integrali, zenzero, curcuma, miglio, carote, zucca.
    Il pasto diventa rituale, non solo alimentazione.

  • Qi Gong e respirazione:
    Pratiche lente e consapevoli per tonificare la Milza e distendere il Fegato.
    Ogni respiro diventa un atto di digestione energetica: inspiro il mondo, espiro ciò che non mi serve.

  • Massaggio Tuina e digitopressione:
    Lavoro sull’addome (Hara) per sciogliere stagnazioni e ridare calore al centro.

Le intolleranze secondo la visione della MTC, quindi, non sono solo "errori digestivi", ma sono vere e proprie richieste del corpo, che raccontano il bisogno di autenticità.
Ci insegnano a scegliere cosa introdurre nella nostra vita, e cosa lasciare fuori.
Il nostro corpo in questo senso non sbaglia mai: parla un linguaggio antico e inesorabile. Ogni rifiuto alimentare è anche un invito alla rinascita, a una trasformazione più consapevole.

Nel ventre che si gonfia, nel languore che segue il pasto, la MTYC prova a leggere i messaggi di un’anima che vuole digerire la vita in modo nuovo.
E così, tra respiro e silenzio, il Centro si riaccende, il Qi torna a fluire, e il corpo ritrova la sua voce.

 

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