Moxa, l’erba che brucia

Moxa antica

Le origini di questa tecnica sono molto antiche e risalgono alla Cina di almeno tremila anni fa; in forma scritta di essa si parla già in un libro di seta, rinvenuto presso le tombe di Mawangdui appartenute alla famiglia Li Zang, risalente al II-I secolo a.C.

Secondo quanto tramandato, la moxa sarebbe nata nella Cina del Nord, regione molto fredda e dal clima spesso molto rigido. In questo contesto geografico, le proprietà tonificanti e riscaldanti di questo sistema di trattamento sono parse subito utili.

L’utilizzo piuttosto semplice, anche da parte di chi non aveva particolari conoscenze della medicina cinese, ha presto fatto della moxibustione una pratica molto diffusa anche tra la gente comune.

In Cina quando si parla di agopuntura si usa la parola “zhen jiu” che significano agopuntura e moxibustione: ciò significa che questo metodo di terapia è fin dall’antichità associato costantemente all’agopuntura. La moxibustione (o moxa) è una tecnica complementare di trattamento della medicina cinese che prevede l’applicazione di uno stimolo termico (il calore) su determinate aree del corpo mediante la combustione di artemisia opportunamente trattata in modo da presentarsi in forma di “lanuggine” o bastoncino della forma di un sigaro (forma più comune). Spesso si utilizza anche in abbinamento all’agopuntura per riscaldare gli aghi ed aumentarne l’effetto.

 

Artemisia

I sigari ed i coni di moxa sono preparati con le foglie dell’Artemisia vulgaris che vengono raccolte prima dell’estate e lasciate essiccare al sole. L’artemisia cresce spontaneamente ai bordi di molte strade anche in Italia ed è una pianta che appartiene alla stessa famiglia cui appartiene l’assenzio che è utilizzato anche nell’erboristeria occidentale. Le  foglie di artemisia, una volta essiccate, vengono ripulite della parte lanosa, private del gambo, frantumate e compresse per dar loro la forma appunto di sigari o di coni di diversa grandezza.

Artemisia

L’Artemisia vulgaris può essere associata ad altre sostanze medicinali come la radice di canfora o lo zenzero officinale, ma resta sempre la sostanza principale per le sue particolari caratteristiche adatte a produrre un giusto calore ed un profumo gradevole.

 

Applicazione della Moxa

Le  metodiche più antiche, più che un riscaldamento, contemplavano una vera e propria cauterizzazione di alcune zone, mettendo a contatto della pelle del materiale incandescente.  Si ha notizie dell’uso dell’Artemisia vulgaris già in epoca Zhou e nel testo Shang Han Za Bing Lun, scritto in epoca Han, si davano indicazioni precise circa l’uso della cauterizzazione diretta, specificando le malattie per le quali era efficace e quelle per le quali era proibita.

La moxibustione si applica oggi grazie a vari strumenti:

  • speciali “sigari” di artemisia che, una volta accesi, vengono avvicinati ad una determinata zona secondo una precisa tecnica
  • coni” di artemisia (detti anche “coni di moxa”) confezionati a partire dall’artemisia essiccata e venduta in forma di “lana” (nota anche come “lana di moxa”)
  • scatole di legno in cui far bruciare lentamente la moxa
  • tecniche cosiddette “senza fuoco”, ovvero tecniche che impiegano sostanze naturali riscaldanti, come per esempio l’aglio o lo zenzero

tecniche moxa

Azioni ed utilizzo

Semplificando un po’ si può dire che l’azione principale della moxa deriva dalla sua capacità di generare intenso calore e quindi disperdere il Freddo e l'Umidità, risultando particolarmente utile nella stagione fredda.
Essa agisce, inoltre, in modo positivo rafforzando la nostra energia di difesa, impedendo la penetrazione di questi stessi patogeni esterni.
In più, la moxibustione ha un’ottima azione a sostegno dello Yang, ovvero della capacità che il nostro organismo ha di mantenere il proprio calore interno ed utilizzarlo per tutte le sue funzioni vitali.
Infine, la tecnica della moxibustione può aiutare a rimuovere alcuni tipi di stasi e blocchi energetici che si manifestano con dolore nel corpo, in particolare proprio nel caso in cui il dolore o la rigidità siano dovuti alla penetrazione di Freddo o Umidità

Riassumendo quindi la Moxa è utilizzata per:

  1. riscaldare i Meridiani e disperde il Freddo
  2. regolare il Qi e il Sangue
  3. riscaldare il Jiao medio
  4. sostenere lo Yang, disperde il Freddo interno
  5. ottenere un effetto antishock e di rianimazione (sindromi di esaurimento dello Yang)
  6. tonificare massivamente il Qi e solleva lo Yang
  7. regolare il Qi ribelle (ascesa patologica del Qi)
  8. ottenere un’azione antiedematosa, cicatrizzante e disinfettante per varie forme di ascessi cutanei
  9. ottenere un’azione preventiva e di rafforzamento della difesa immunitaria

Applicazioni comuni

Alcuni punti di agopuntura su cui si utilizza frequentemente la Moxa sono:

  • ST36 Zusanli, per tonificare l’energia vitale,
  • CV8 Shenque, per la capacità di arrestare vomito/diarrea acuti
  • SP1 Yinbai, per arrestare alcuni tipi di emorragie
  • BL67 Zhiyin, per favorire il capovolgimento del feto podalico

Controindicazioni

La pratica della moxibustione è tassativamente sconsigliata in caso di febbre a 40°, ma in genere non andrebbe applicata quando la temperatura corporea supera i 38°.
Non è indicata in generale nelle patologie dove vi sia evidente preponderanza di calore, su aree cutanee eritematose, o abrase, o ferite. Quindi non è indicata nelle forti ipertensioni arteriose con forte stasi di calore, nelle ansie con eccesso forte di calore, sulle aree cutanee psoriasiche o con lupus eritematoso, o con presenza di nervi sospetti o irritati. La moxibustione con cauterizzazione diretta è bene evitarla per il fortissimo dolore arrecato al paziente. Da evitare anche durante il ciclo mestruale. Per prudenza è bene non sottoporre trattamenti ai bambini di età inferiore ai 7 anni. Non esiste invece alcun limite massimo di età. Non è controindicata durante la gravidanza, ma in questo periodo è preferibile praticarla blandamente sul basso ventre e nella parte bassa della colonna vertebrale.

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